Multe non pagate, un nuovo dossier su giunta e politici di Scafati

Adriano Falanga,  

Multe non pagate, un nuovo dossier su giunta e politici di Scafati

Galeotta fu la multa non pagata. Rischia di trasformarsi in un secondo filone di false attestazioni, la nuova procedura attivata dalla segretaria comunale Giovanna Imparato. La professionista nei giorni scorsi ha trasmesso ai capi settore di Palazzo Mayer, una nota in cui veniva chiesto di verificare eventuali posizioni debitorie o liti pendenti di consiglieri comunali e giunta. Una verifica resa necessaria a seguito dei ripetuti rimpasti di giunta che hanno comportato l’ingresso nell’esecutivo di nuovi assessori, con tanto di subentro di consiglieri comunali surrogati. Facendo esperienza di quanto capitato in passato, con la recente condanna alla sanzione pecuniaria di 2.200 euro di venti amministratori, si rende necessario riscontrare la veridicità delle certificazioni prodotte da consiglieri e assessori al momento di convalida della loro nomina istituzionale. Sotto la lente di ingrandimento in particolari i settori urbanistica e polizia municipale. Probabile che possano sussistere contenziosi giudiziari relativi a verbali stradali contestati o abusi edilizi, o peggio ancora multe non pagate. Dalle prime indiscrezioni, sembrerebbe proprio che dal comando dei caschi bianchi di via Melchiade stiano emergendo verbali emessi a carico di attuali amministratori comunali, alcuni dei quali più volte notificati e finiti iscritti a ruolo. Tra i morosi assessori e consiglieri comunali, tra cui alcuni di recente nomina. Sarà la segretaria Imparato a verificare, segnalando in Procura le eventuali discordanze che dovessero emergere. Si rischia un procedimento giudiziario bis che potrebbe portare al decreto penale di condanna per falso, se non anche alla decadenza per coloro che non saneranno le loro posizioni. Ha intanto ritirato il ricorso contro il Comune di Scafati il consigliere di minoranza Giuseppe Sarconio, depositando ieri mattina la sentenza di annullamento disposta dal Tar di Salerno. «Non era bastata la rinuncia al contenzioso, procedura accettata per altri miei colleghi, atto che ritengo era più in linea con i principi giuridici e di democrazia. Volevano la sentenza, eccola. Il loro accanimento è stato palese in consiglio comunale» così l’esponente del M5S, che aveva impugnato una delibera di consiglio comunale assieme ad un comitato di cittadini. «La battaglia ambientale comunque va avanti, non ci fermeremo sono più che convinto che era giusto firmare quel ricorso accanto ai cittadini. Se dovessero arrivare altre incompatibilità in  consiglio comunale ribadisco la mia posizione: eventuali rinunce basterebbero a togliere qualsiasi contenzioso – continua Sarconio – Le mie battaglie sono e saranno sempre politiche, mai cercando di destituire o abbattere l’avversario con trucchi, mezzucci o incompatibilità varie. L’incompatibilità è una questione morale e non l’accetto da nessuno soprattutto da quella parte della maggioranza che ha votato contro il rinvio, sapendo che c’era la rinuncia ad un contenzioso e non guardano in casa propria, alle loro condanne, ai loro contenziosi e conflitti di interesse».

CRONACA