Processo crollo Rampa Nunziante, le nuove prove nelle mani dei pm

Giovanna Salvati,  

Processo crollo Rampa Nunziante, le nuove prove nelle mani dei pm

Gli atti acquisiti in Comune sul ruolo di Giacomo Cuccurullo saranno utilizzati dal pubblico ministero nella requisitoria del processo per la strage di Rampa Nunziante. Documenti che potrebbero rappresentare l’ennesimo tassello di un intricato mosaico investigativo. L’ultimo pezzo del puzzle composto dagli inquirenti per rispondere alla domanda di giustizia di chi sotto le macerie di quel palazzo crollato ha perso per sempre amici, familiari, amori. Una svolta che arriva a pochi giorni dall’udienza chiave in programma nei prossimi giorni. L’udienza nel corso della quale il pubblico ministero Andreana Ambrosino formulerà le sue richieste di condanna per i 15 imputati accusati, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo e falso ideologico per la tragedia del 7 luglio 2017. Nei giorni scorsi, infatti, i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata hanno fatto irruzione negli uffici comunali di via Provinciale Schiti per acquisire, su ordine della Procura, atti proprio sul ruolo rivestito in municipio dall’ex tecnico comunale Giacomo Cuccurullo, una delle vittime del crollo che è costato la vita anche a sua moglie e suo figlio. Cuccurullo era in servizio all’ufficio tecnico e per i pm il suo ruolo, anche alla luce degli atti acquisiti e delle prove emerse durante il dibattimento, potrebbe rappresentare uno snodo cruciale. I carabinieri hanno praticamente portato via dal Comune tutti gli atti che riguardano Cuccurullo. Il suo diploma, il contratto di lavoro e l’inquadramento che aveva nella sua posizione organizzativa al Comune di Torre Annunziata. Elementi che per gli inquirenti potrebbero svelare nuovi retroscena investigativi o rappresentare il riscontro rispetto alle tesi ribadite dall’accusa nel corso del processo. Ma sotto la lente d’ingrandimento dei pm ci sono anche altri aspetti. Documenti che s’intrecciano anche alle recenti vicende di cronaca giudiziaria che hanno visto protagonista il Comune. I carabinieri, infatti, hanno anche acquisito la richiesta di abbattimento per il palazzo della morte firmata dall’ex dirigente – oggi in carcere per induzione indebita – Nunzio Ariano. Ma anche l’opposizione dei proprietari presentata al Tar e la sospensiva in attesa della conclusione del processo. Tutti i documenti sono stati forniti dall’ufficio personale e quello legale che hanno prodotto l’incartamento in meno di 24 ore perché la richiesta della procura aveva una postilla: “atti da consegnare con urgenza”.  ©riproduzione riservataam

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