Sorrento. Nomina del comandante, il caso vigili in tribunale

Salvatore Dare,  

Sorrento. Nomina del comandante, il caso vigili in tribunale

Tanto tuonò che piovve. La nomina del nuovo comandante della polizia municipale di Sorrento finisce ancora una volta in tribunale. Stavolta la querelle sul concorso per l’assunzione del nuovo dirigente, intanto formalizzata alcune settimane fa con l’arrivo in municipio di Rossella Russo scelta quale successore dell’ormai ex numero uno dei caschi bianchi Antonio Marcìa, sbarca all’attenzione dei giudici del Consiglio di Stato. A rinnovare la richiesta di annullare l’intera procedura amministrativa condotta dal Comune di Sorrento – ben prima che si svolgessero le elezioni amministrative – è firmata dal dottore Dino Padovani, che aveva preso parte all’intera selezione pubblica salvo non conferire con la commissione giudicatrice per l’esame orale. Motivo? A suo avviso, non gli è stata concessa quest’opportunità perché giunto in ritardo alla prova in considerazione dell’orario di inizio fissato dal Comune. L’amministrazione e gli esaminatori invece sottolineano a più riprese di aver agito correttamente e aver rispettato appieno tutte le normative. Già a settembre, poco dopo l’annuncio da parte dell’ormai ex sindaco Giuseppe Cuomo circa l’assunzione della vincitrice del concorso, Rossella Russo, scoppiarono polemiche. Tanto che Padovani decise di rivolgersi a un legale che, nel giro di pochi giorni, ha presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale della Campania chiedendo lo stop alla procedura. Ma la quinta sezione del Tar, lo scorso 18 novembre, ha emesso un’ordinanza con cui respinge l’istanza cautelare di Padovani che invocava la sospensione dell’esecutività di tutti gli atti legati alla prova orale del concorso. I giudici amministrativi di primo grado, nel dettaglio, nel loro provvedimento, evidenziano che «l’ammissione o esclusione alla prova orale sarebbero state rese note esclusivamente tramite pubblicazione sul sito istituzionale del Comune e che tale forma di pubblicità avrebbe costituito notifica ad ogni effetto di legge. Rilevato che, in osservanza delle prescrizioni, avendo l’amministrazione prescelto una forma di pubblicità diversa dalla comunicazione personale ai candidati ammessi, alla luce della documentazione in atti, l’avviso di convocazione dei candidati ai fini dell’espletamento della prova orale è stato pubblicato nella sezione “concorsi” dell’indicato sito concorsuale nella sottocategoria “avvisi” ivi ricompresa, cosicché le censure sollevate non appaiono supportate dal necessario fumus». In parole povere: seppur non vi sia stata comunicazione diretta allo stesso Padovani, il fatto che il Comune abbia pubblicato online date e orari dell’esame orale costituiscono notifica. Non è d’accordo invece il candidato che alimenta la battaglia legale con la decisione di impugnare l’ordinanza del Tar della Campania chiedendo ai magistrati del Consiglio di Stato di riformare completamente il provvedimento dei giudici napoletani. Nel corso delle prossime settimane vi sarà forse la parola fine alla vicenda che è anche oggetto di interesse da parte dell’Autorità nazionale Anticorruzione.

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