Ritorno in aula, più dad al sud. Il Veneto archivia i banchi a rotelle:”favoriscono l’insorgere di mal di schiena nei ragazzi”

Redazione,  

Ritorno in aula, più dad al sud. Il Veneto archivia i banchi a rotelle:”favoriscono l’insorgere di mal di schiena nei ragazzi”

Tutti in classe, ma solo dopo aver sentito finalmente di nuovo il suono della campanella. Da domani rientrano a scuola gli 8,3 milioni di studenti italiani, compresi i 2,5 milioni delle superiori anche se con percentuali che vanno dal 50 al 75% in presenza, come prevede l’ultimo Dpcm per effetto dell’ordinanza del ministro della Salute che ha portato in zona gialla 14 regioni. Nel Veneto però c’è una novità: sono stati tolti dalle aule e rimessi in magazzino i banchi a rotelle acquistati nei mesi scorsi dal Governo per facilitare il distanziamento tra gli studenti in classe.

La ragione principale dell’accantonamento dei banchi anti-Covid sarebbe che favoriscono l’insorgere di mal di schiena nei ragazzi, come ha riferito l’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan. La riapertura delle scuole è salutata come una vittoria della ministra Lucia Azzolina che si è sempre battuta per il rientro degli studenti in classe e intorno alla quale il M5S fa quadrato usando parole che sembrano blindare la titolare del dicastero dell’Istruzione anche per il prossimo governo: “Domani tanti ragazzi delle superiori torneranno a frequentare la scuola – affermano gli esponenti del M5S in commissione Istruzione al Senato – Per noi è un passo importante, ottenuto anche grazie al lavoro della ministra Lucia Azzolina e al suo impegno per riportare i ragazzi in presenza. I giovani, la formazione, la cultura digitale sono temi identitari per il Movimento.

E così la scuola, che questi elementi li custodisce tutti, e che è un elemento fondamentale nella nostra agenda dei prossimi anni. La scuola ha bisogno di continuità e deve mantenere la centralità che le è stata faticosamente riconosciuta in questi mesi”. Slitta di una settimana il rientro in classe per gli studenti delle scuole superiori della Sicilia (arancione insieme a Puglia, Sardegna, Umbria e provincia di Bolzano): qui le lezioni riprenderanno lunedì 8.

In Calabria un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Nino Spirlì prevede la presenza in aula al 50% e didattica digitale integrata per tutti gli studenti delle scuole superiori le cui famiglie ne facciano esplicita richiesta. Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, criticato in queste settimane per aver consentito la didattica digitale integrata a tutte le famiglie che ne facessero richiesta, ha detto due giorni fa che “a scuola vige l’obbligo di presenza, ma l’obbligo di frequenza durante una pandemia è inconcepibile. Chi pretende di dire ad una famiglia ‘devi portare per forza fisicamente tuo figlio a scuola’, viola il diritto alla salute previsto dalla Costituzione”.

Ed ha aggiunto che “la didattica in presenza è pericolosa non solo per la scuola in sé per sé, che potrebbe essere sicura, ma in teoria c’è un milione di persone che va avanti e indietro due volte al giorno ed è una cosa folle”. Di qui la decisione: da domani in Puglia riaprono le scuole superiori ma le famiglie degli studenti hanno la possibilità di scegliere tra didattica in presenza al 50% e didattica a distanza, come in Calabria.

In Umbria saranno i sindaci, in particolare quelli della provincia di Perugia maggiormente interessata dal contagio da Covid, a decidere Comune per Comune, in base al quadro fornito loro dalla Sanità regionale con un documento inviato in queste ore, la possibilità di chiudere le scuole. Non si va quindi verso un’unica ordinanza regionale proprio per le differenze epidemiologiche del territorio.

Anche in Campania si torna sui banchi domani, alcuni comuni hanno però posticipato l’apertura. A Pompei il sindaco Carmine Lo Sapio ha deciso per la chiusura di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado. A Castellammare di Stabia il primo cittadino Gaetano Cimmino ha rimandato l’apertura delle scuole superiori e disposto la chiusura delle scuole medie fino al 13 febbraio. In Penisola Sorrentina scuole superiori in dad per tutto il mese si febbraio.

A Torre del Greco stop agli ingressi e alle uscite anticipati

”Gli ingressi posticipati e le uscite anticipate in questo momento di emergenza epidemiologica sono sospesi”. È quanto contenuto nella comunicazione che la dirigente scolastica dell’istituto professionale Degni di Torre del Greco, Rossella Di Matteo, ha fatto pervenire a genitori e alunni e ha pubblicato sul sito internet della scuola in vista della ripresa parziale delle attività in presenza, programmata a partire da domani. Nella comunicazione la preside sottolinea che sono previste deroghe per ”visita medica (uscita anticipata) che dovrà essere giustificata il giorno successivo con certificato medico” e ”partecipazione a esami, concorsi o simili, con idonea giustificazione”. Nel precisare che ”gli alunni maggiorenni dovranno richiedere permesso di uscita al coordinatore di classe e poi collaboratore del dirigente che lo annoterà sul registro di classe” che ”gli alunni minorenni devono sempre essere prelevati dai genitori o da persona fornita di delega permanente, da consegnare in segreteria”, Rossella Di Matteo rammenta che ”è importante la puntualità perché le lezioni si svolgano senza interruzioni: lo studente che arriva dopo l’inizio delle lezioni potrà, in casi particolari – sciopero mezzi pubblici, forte maltempo, blocco del traffico, ecc. – essere ammesso dall’ufficio di presidenza”. ”In via eccezionale – sottolinea ancora la dirigente scolastica del Degni – ciascuno studente potrà entrare nell’istituto fino a 10 minuti (fino alle 8.10 e/o alle 10.10) successivi all’orario di ingresso nel caso di eventuale lieve ritardo”

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