Oltre 200 imprese di Poggiomarino in ginocchio per la crisi economica legata al Covid

Andrea Ripa,  

Oltre 200 imprese di Poggiomarino in ginocchio per la crisi economica legata al Covid

Le saracinesche dei negozi sono rimaste abbassate a lungo. I più ottimisti all’inizio della pandemia avevano lasciato un cartellone con l’arcobaleno con su scritto «andrà tutto bene», lo slogan, neanche poi così fortunato, dell’emergenza Covid-19. E’ passato un anno dall’arrivo di un killer silenzioso che ci ha stravolto l’esistenza e dei disegni e dell’ottimismo è rimasto uno sbiadito ricordo, la realtà è tutt’altro che positiva. La fine del tunnel lontana, mentre gli economisti continuano a scrivere con il segno meno le percentuali di un paese che non è in crescita. Gran parte delle attività commerciali che avevano chiuso per la pandemia, nei mesi difficili del primo lockdown, fanno ancora fatica a rialzarsi. L’altra parte delle imprese colpite dalla crisi economica legata a doppio filo con la pandemia, ha tolto il disegno a colori ed ha alzato la bandiera bianca. Il tesoretto di duecentomila euro, stanziato tra la fine del 2020 e l’inizio del nuovo anno dall’amministrazione comunale di Poggiomarino, fotografa un quadro inquietante. Oltre duecento aziende hanno presentato domanda al Comune per ottenere il sostegno ‘una tantum’ istituito dall’Ente, su proposta dell’assessore Maria Carillo e del sindaco Maurizio Falanga, con i soldi del decreto Ristori. Un aiuto di 500 euro, nei giorni scorsi è stata pubblicata la graduatoria per 220  imprese beneficiarie, per provare a sostenere le spese. Affitti e bollette sono diventati ostacoli più grandi da superare, così nell’elenco stilato dagli uffici del Comune di Poggiomarino rientrano attività di ristorazione, negozi di abbigliamento, bar e tante altre attività commerciali che hanno visto quasi azzerati i propri incassi da un giorno all’altro. Un primo sostegno che ha portato via alle casse del Comune 110mila dei 200mila euro stanziati dall’Ente, probabilmente il resto del fondo sarà utilizzato per altre iniziative. Secondo quanto stabilito dal Comune il tesoretto di duecento mila euro è destinato alle attività commerciali al dettaglio in sede fissa non alimentare nell’ambito degli esercizi di vicinato (con superficie di vendita inferiore a 250 metri quadrati). Rientrano nell’elenco dei negozi che riceveranno aiuti da parte del Comune le attività di ristorazione senza o con somministrazione di bevande e alimenti, le attività di servizi alla persona. Soldi sono destinati anche alle attività per il commercio ambulante su suolo pubblico alimentare e non, il cui titolare di licenza sia residente a Poggiomarino. Allo stesso tempo l’Ente aveva fatto sapere che «non possono in ogni caso godere del bonus i soggetti che non siano in regola con i versamenti dei tributi comunali nel periodo antecedente l’emergenza Covid-19 o, in alternativa, che abbiano sottoscritto alla data della presentazione della domanda un piano di rientro delle partite pendenti con il competente Ufficio Tributi». Una mano tesa a centinaia di attività commerciali che da mesi stanno lottando contro due mostri: la crisi economica e l’emergenza sanitaria.

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