Crac Deiulemar, barricate da Malta: Bank of Valletta non molla i soldi

Alberto Dortucci,  

Crac Deiulemar, barricate da Malta: Bank of Valletta non molla i soldi
Una manifestazione di protesta dei truffati Deiulemar

Torre del Greco. I vertici di Bank of Valletta non si arrendono. Anzi. A 10 giorni dalla prima bocciatura incassata dalla corte europea dei diritti dell’uomo, l’istituto di credito con base operativa a Malta annuncia le «barricate» per difendere i 393 milioni di euro destinati ai risparmiatori della Deiulemar compagnia di navigazione. Si arricchisce di un nuovo capitolo il braccio di ferro relativo al «tesoro» sparito insieme all’ex colosso armatoriale di via Tironi e il primo ricorso respinto dai giudici di Strasburgo sembra destinato a non restare il solo.

La cronistoria

Il ricorso presentato alla Cedu a metà 2019 è stato rigettato a gennaio 2021 perché la richiesta della Bov di «spostare» il procedimento legale dal tribunale di Torre Annunziata – non ritenuto «imparziale» a causa della stretta vicinanza territoriale con l’esercito di obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione – non è stata giudicata, al momento, ammissibile: la corte europea dei diritti dell’uomo non è proprio entrata nel merito delle lamentele avanzate dai legali dell’istituto di credito perché la Bov perché, a oggi, non c’è alcuna sentenza a supporto delle preoccupazioni in materia di equità. La nota ufficiale Lo stop arrivata da Strasburgo non sembra, tuttavia, convincere i vertici di Bank of Valletta. Pronti a ribadire, attraverso una nota ufficiale,  come «l’affermazione dei curatori fallimentari della Deiulemar compagnia di navigazione sia totalmente priva di basi giuridiche o fattuali, come è stato inequivocabilmente confermato dai pareri forniti da esperti legali indipendenti». Dunque, il grido di battaglia arrivato da Malta, l’istituto di credito «continuerà a perseguire energicamente la sua difesa, comprese le sue preoccupazioni in materia di equità, dinanzi ai tribunali italiani. In caso di insuccesso, la Bov presenterà nuovamente istanza alla Corte europea dei diritti dell’uomo». Come a dire: in ogni caso, la parola fine al contenzioso non sarà scritta in Italia.

Il 40% del maltolto

Intorno alla vertenza con la Bov ruotano le speranze dei truffati dagli armatori-vampiri di recuperare buona parte dei soldi spariti nel nulla.  A oggi, ci sono già 393 milioni di euro sequestrati all’istituto di credito. Non a caso, i legali di Bank of Valletta avevano presentato – in due momenti diversi – una doppia offerta per chiudere la vicenda con una transazione: in un primo momento, il colosso economico di Malta aveva messo sul piatto 50 milioni, poi aumentati a 70 milioni. Entrambe le proposte sono state respinte al mittente.

©riproduzione riservata

CRONACA