Appalti e mazzette a Ercolano, a processo la cricca di politici e colletti bianchi: ci sono anche Strazzullo e Bossa

Alberto Dortucci,  

Appalti e mazzette a Ercolano, a processo la cricca di politici e colletti bianchi: ci sono anche Strazzullo e Bossa
L'ex sindaco di Ercolano, Vincenzo Strazzullo

Ercolano. Gli ex sindaci Luisa Bossa e Vincenzo Strazzullo – insieme ai restanti 13 imputati, tra cui tre ex assessori e due ex consiglieri comunali – a processo per lo scandalo appalti all’ombra del Vesuvio. A sei anni dalla bufera scatenata dal presunto giro di mazzette per la realizzazione della caserma dei carabinieri e il restauro di villa Campolieto, il gup Marco Giordano del tribunale di Napoli ha ordinato il rinvio a giudizio della cricca di politici e colletti bianchi di Ercolano: un’attesa infinita – l’avviso di proroga delle indagini venne notificato a marzo del 2015, stoppando le velleità di ricandidatura di Vincenzo Strazzullo e spalancando le porte del Comune a Ciro Buonajuto – capace di portare alla prescrizione di diversi capi d’accusa, a partire dalla turbativa d’asta per finire all’abuso d’ufficio e a diverse ipotesi di falso. Per il resto, invece, confermato il castello accusatorio costruito dai pubblici ministeri Valter Brunetti e Celeste Carrano della procura di Napoli: i 15 imputati dovranno comparire a metà aprile davanti ai magistrati della III sezione del tribunale di Napoli per la prima udienza del processo. In aula saranno presenti anche i legali del Comune e dell’ente Ville Vesuviane, entrati nel procedimento penale come parte civile e pronti a chiedere i danni in caso di eventuali condanne.

I capi d’accusa

Inizialmente erano quindici i capi d’imputazione contestati a vario titolo ai 15 imputati: le accuse andavano dalla turbativa d’asta al falso ideologico – entrambe prescritte – e dall’abuso d’ufficio alla frode nelle pubbliche forniture. E poi la truffa, il traffico di influenze illecite e la corruzione. In particolare, sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, sono finti il maxi-appalto per la costruzione della nuova caserma dei carabinieri di via IV Novembre e il restauro di villa Campolieto e di via Pugliano.  Il fulcro dell’indagine è rappresentato dai lavori di costruzione del nuovo presidio di legalità, diventato il manifesto degli sprechi di denaro pubblico nella città degli Scavi. Attorno alla cricca sarebbe ruotato un vortice di soldi e di assunzioni sospette. Nella vicenda di villa Campolieto, invece,  è coinvolta l’ex sindaco ed ex deputato del Pd Luisa Bossa, accusata di traffico di influenze illecite assieme allo stesso Salvatore Solaro. Il sindaco di Ercolano dal 1995 al 2005 avrebbe spinto affinché entrasse nei lavori con il sistema del subappalto, una ditta a cui avrebbe chiesto di assumere dei «raccomandati» legati, evidentemente, al loro bacino elettorale. Pesanti capi d’imputazione costati il rinvio a giudizio a ex politici e colletti bianchi.

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