Gli ambulanti sono in ginocchio, nuovo sit-in di protesta a Montecitorio: «Strapperemo le licenze»

Andrea Ripa,  

Gli ambulanti sono in ginocchio, nuovo sit-in di protesta a Montecitorio: «Strapperemo le licenze»
foto di repertorio

Si dicono pronti a «strappare le licenze» se il governo, vecchio o nuovo, non li ascolterà. Quella di giovedì mattina in piazza, a Montecitorio, Roma, potrebbe essere la prima grana del nuovo presidente incaricato, Mario Draghi, che in questi giorni di consultazioni sta cercando una maggioranza su cui costruire il nuovo esecutivo. Mentre le trattative nei palazzi del potere vanno avanti, fuori c’è chi è allo stremo e annuncia proteste su proteste pur di far sentire la propria voce. I venditori ambulanti, nell’ambito di una manifestazione nazionale organizzata dall’Ana-Ugl, scenderanno in strada giovedì prossimo. Nel tentativo di presentare all’ex governatore della Banca Centrale Europea le stesse proposte già finite sulla scrivania dell’ormai ex premier Giuseppe Conte, e poi chiuse in un cassetto di chissà qualche scrivania di Palazzo Chigi. «Abbiamo già presentato ai precedenti governi una dettagliata proposta di legge che qualcuno ha tenuto chiusa in un cassetto ostacolando la sua approvazione. Nel tempo della pandemia è urgente che venga discussa e approvata per consentire a migliaia di ambulanti di superare la crisi e di sopravvivere come imprese. Non molliamo», dicono gli ambulanti. Dal lockdown di undici mesi fa a oggi hanno visto praticamente azzerati i propri guadagni, mercati e fiere si sono svuotati con il passare del tempo. Un alone di mistero aleggia sul futuro di un’intera categoria che chiede tutele. E aiuti economici. Ecco perché al Governo sarà presentata la richieste «per l’istituzione di una tassa fissa da sostenere, senza perdersi tra le varie imposte da versare nelle casse dei Comuni; per la sospensione del Durc (che è il documento che attesa la regolarità contributiva delle varie imprese dell’ambulantato e che molte regioni, tra cui la Campania, hanno già rinviato); per il contributo a fondo perduto per i lavoratori; per la sospensione del Canone Unico per l’anno 2021; per la sospensione della Lotteria degli Scontrini; per il riconoscimento delle indennità di lavoro usurante per la categoria degli ambulanti e infine per l’istituzione di un fondo di solidarietà». In Campania sono 30mila le imprese di ambulanti che sono state messe in ginocchio dalla crisi economica legata a doppio filo con l’emergenza sanitaria attualmente in corso. «Siamo allo stremo», dicono i rappresentanti di categoria. «Abbiamo bisogno di aiuto e il governo ci deve aiutare». Partiranno anche dalla Campania i lavoratori, con bus che da San Giuseppe Vesuviano raggiungeranno Roma nella mattinata di giovedì. San Giuseppe Vesuviano e Terzigno sono le città con il maggior numero di ambulanti in relazione al numero di abitanti a livello nazionale. Ecco perché la crisi dell’intero settore ha forti ripercussioni anche sull’intero territorio vesuviano, che del commercio su strada ha fatto la propria forza negli anni.

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