Confesercenti al premier Draghi: “Sostenga le imprese”

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Confesercenti al premier Draghi: “Sostenga le imprese”

La scorsa settimana il Centro Studi di Confesercenti aveva lanciato l’allarme. “Nel 2020, solo nella nostra regione, sono stati persi 35 miliardi di euro, dei quali 16 miliardi nella città Metropolitana di Napoli che diventano 120 miliardi al Sud. Le tipologie di imprese che perdono di più nel 2020 in Campania sono quelle legate a fiere e convegni (85-90% in meno in 12 mesi), seguite da cinema e teatri (80%), da alberghi e strutture ricettive extra alberghiere (tra il 60 e il 70%), agenzie di viaggio e tour operator (forbice 58-63%), informazione e comunicazione (60%), ristorazione (50-60%), eventi e filiera del wedding (50-60%), autonoleggio (50-55%) e moda (48-55%).

Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, come giudica la prospettiva, che appare immediata, di un governo affidato a Mario Draghi?

«L’aspettativa, diciamolo, è buona. Riconosciamo nell’uomo una grande competenza e una profonda conoscenza del sistema europeo. La partita fondamentale che si sta giocando è quella di poter ottenere più fondi possibili dall’Europa e cercare di ottenerli a fondo perduto e non a debito. Si tratta di un uomo di grande relazioni, ha know how e coscienza. Se ascolta le associazioni di categoria e comprende quali siano le nostre preoccupazioni e difficoltà allora avremo fatto un passo in avanti». Cosa ritiene sia necessario fare per il Sud in particolare?

«Per le politiche del mezzogiorno è necessario che l’Italia riconosca al Sud il suo valore. Dobbiamo renderci conto, tutti, che se non parte il Sud non parte l’Italia. Dobbiamo rimettere mano al Mezzogiorno per quanto riguarda le infrastrutture, avvicinare l’economia del Sud a quella del Sud dell’Europa. Tutto ciò che sia produttivo arrivi qui, dobbiamo aprire le nuove frontiere e il nostro Mediterraneo al bacino del Mediterraneo».

Ci sono nuovi mercati?

«Guardi paesi come la Cina, la Russia e gli Usa stanno facendo investimenti in Africa. Da questo continente, nei prossimi 20 anni, arriveranno prodotti primari e gran parte di ciò che serve all’Occidente. In questo scacchiere la Campana si gioca una grande opportunità: un ruolo centrale e decisivo».

Draghi ha sostenuto di voler parlare con le forze sociali. Cosa chiede Confesercenti al premier incaricato?

«La prima cosa da fare è cancellare la burocrazia. Che, purtroppo, ha un peso enorme nel sistema economico. Poi se riuscissimo a eliminare anche gli sprechi del sistema economico nazionale potremmo raggiungere un buon obiettivo. Ciò che recuperiamo dagli sprechi vadano a beneficio e sostegno, ad esempio, delle forze dell’ordine che sono disperate, in pochi contro tanti. Di pari passo una battaglia per la lotta alla contraffazione e lotta all’evasione»

Come giudica ciò che ha fatto il Governo Conte su questo tema?

«Guardi non si combatte l’evasione con la lotteria degli scontrini. Ma con un sistema economico che metta in ginocchio i grandi evasori. E’ lì che perdiamo una marea di milioni di tasse. Grandi player che non pagano le tasse e tutto finisce per ricadere sulle piccole e medie imprese. Per la lotteria degli scontrini abbiamo investito 5 miliardi di euro, qualcosa come 208 milioni di euro al mese».

A Mario Draghi cosa chiedete?

«Mi auguro che il professor Draghi focalizzi quello che di marcio c’è nel nostro sistema. Combattere l’evasione è possibile e sapere dove vanno a finire i milioni di euro si può fare. Investiamo questi soldi sulla sanità, vacciniamo i medici e subito dopo tutti. Solo così riusciamo a superare questo momento drammatico della nostra vita».

Arriveranno i fondi del recovery: ma non basterà solo questo. «Dopo questo ci vuole un piano industriale serio: dobbiamo aiutare le imprese che stanno in ginocchio facendo in modo che sostengano la forza lavoro. Unica cosa fondamentale e intelligente per far sì che non cresca un esercito di disoccupati».

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