Torre del Greco dice addio al cantante lirico: «Antonio ora canterà con gli angeli»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco dice addio al cantante lirico: «Antonio ora canterà con gli angeli»
I funerali a Santa Croce

Torre del Greco. La sua voce registrata su un file audio è stata diffusa in piazza Santa Croce, toccando il cuore di familiari e amici accorsi in basilica per un ultimo saluto. è andato via sulle note di un’opera lirica a cui era particolarmente affezionato, Antonio Mazza, il trentunenne rimasto ucciso in uno schianto in moto lungo via Benedetto Cozzolino a Ercolano: una tragedia capace di scuotere un’intera comunità, legata a un «figlio» capace di regalare lustro e onore alla «sua» città. In centinaia si sono riuniti all’interno della chiesa madre di Torre del Greco per un bacio o una carezza alla bara bianca su cui è stata poggiata una maglia del Milan, la squadra di cui Antonio Mazza era tifoso.

Palpabile la commozione e il dolore tra le navate della basilica, in cui grevi sono risuonate le parole di don Nico Panariello, il parroco chiamato – insieme a don Alfonso Punzo, a don Antonio Smarrazzo e al «padrone di casa» don Giosué Lombardo – a dare l’addio al trentunenne: «Se ne va uno dei giovani più promettenti del territorio – il commosso ricordo del sacerdote – Antonio ha lasciato un pezzo di sé in ogni strada di Torre del Greco perché era in grado di regalare emozione e gioia a tutti». Parole capaci di spezzare la voce del componenti del coro Jubilate Deo – in cui aveva mosso, sulle orme del papà, i primi passi da cantante lirico – e di inumidire gli occhi degli amici dell’oratorio Beato Vincenzo Romano, dove era praticamente cresciuto.

Impossibile trattenere le lacrime quando il fratello Luigi – sotto lo sguardo distrutto di mamma Antonella – ha letto dall’altare la preghiera per Antonio: «Eri la nostra guida – il ricordo dal pulpito – adesso insegnaci come fare per andare avanti». Un appello chiuso dallo straziante e inconsolabile grido di dolore di Pia, la storica fidanzata di Ercolano: sognavano di andare – una volta archiviata l’emergenza sanitaria legata alla pandemia – a vivere insieme a Genova, dove Antonio Mazza si era affermato come cantante lirico.

Un sogno spezzato lungo la statale del Vesuvio tra Ercolano e Torre del Greco, a causa di un incidente su cui gli investigatori sono impegnati a fare piena luce. «Aspettiamo la verità, ma nulla ci potrà restituire il contagioso sorriso di Antonio», lo sconsolato commiato di un amico. Proprio l’inseparabile comitiva di viale Castelluccio – il suo quartiere – ha portato in spalla la bara bianca al termine del funerale, tra i palloncini volati in cielo e i fumogeni accesi in piazza Santa Croce. In sottofondo, proprio la voce di Antonio registrata da un file audio: l’ultima opera lirica prima dell’addio al «maestro» capace di incantare i teatri di tutto lo Stivale.

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