Soldi spariti dalle buste paga dei dipendenti, maxi-sequestro alla Sirm di Torre Annunziata

Giovanna Salvati,  

Soldi spariti dalle buste paga dei dipendenti, maxi-sequestro alla Sirm di Torre Annunziata

Avrebbe trattenuto dalle buste paga dei suoi dipendenti oltre 600.000 euro. Soldi che non sarebbero mai stati versati all’Erario costituendo così un reato tributario. Un’accusa che è costata un sequestro pari all’ammontare dei soldi spariti al rappresentante legale della Sirm, società con sede in via Terragneta, nel quartiere Rovigliano di Torre Annunziata. Un colosso del settore delle telecomunicazioni legate al comparto marittimo. Apparati satellitari e sistemi di soccorso e sicurezza in mare sono alcuni dei prodotti forniti dall’impresa. Una azienda che si definisce «leader» a livello internazionale nel settore. Eppure, secondo la Procura di Torre Annunziata e stando alle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, il responsabile legale della società – un imprenditore di Pozzuoli che abita a Torre del Greco –  si sarebbe reso protagonista di una vicenda di «omesso versamento delle ritenute operate dal sostituto d’imposta», si legge in una nota ufficiale firmata dal Procuratore della Repubblica, Nunzio Fragliasso. Il tutto trattenendo «dalle buste paga dei propri dipendenti», oltre mezzo milione di euro. Soldi mai versati all’Erario e mai finiti, dunque, nelle casse dello Stato.  Nell’ambito della stessa indagine i finanzieri hanno eseguito altri due decreti di sequestro preventivo emessi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura. In tutto 160.000 euro sequestrati a due società che si occupano del settore delle pulizie e delle strutture sanitarie. Aziende che hanno base a Roma ma che i finanzieri sono riusciti a individuare grazie alla dettagliata analisi di alcuni atti. A portare gli uomini in divisa sulle tracce delle imprese sono state alcune domande di compensazione redatte da un Caf di Castellammare di Stabia e sottoscritte da un commercialista della città stabiese. Le due società, costituitesi nel 2016 la prima, nel 2018 la seconda, avrebbero presentato le domande di compensazione relative all’anno 2013. Una stranezza, visto che nel 2013 quelle ditte non esistevano.  Una dichiarazione ritenuta falsa dagli inquirenti. Un’anomalia evidente che ha spinto gli uomini del comando gruppo della finanza di Torre Annunziata – coordinati dal colonello Agostino Tortora – a eseguire i riscontri del caso poi confluiti nell’indagine culminata nei decreti di sequestro preventivo per reati tributari.  I provvedimenti, eseguiti dalla compagnia della Guardia di Finanza di Torre Annunziata – agli ordini del capitano Giuliano Ciotta –  hanno consentito di sottoporre a sequestro soldi, ingenti quote societarie, un’autovettura e un motociclo di recente immatricolazione. Sul caso sono in corso accertamenti per individuare eventuali responsabilità di soggetti per ora non coinvolti nell’indagine.

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