Rifiuti, siglata la pace tra i netturbini e la ditta Buttol: stop allo sciopero a San Giorgio e Gragnano

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Rifiuti, siglata la pace tra i netturbini e la ditta Buttol: stop allo sciopero a San Giorgio e Gragnano
Un netturbino in servizio (foto di repertorio)

Ercolano. Si apre uno spiraglio in fondo al tunnel del braccio di ferro tra i netturbini e la ditta Buttol: lo sciopero del 25 febbraio – promosso dalle sigle sindacali di Cgil, Cisl e Fiadel per i cantieri della nettezza urbana di Afragola, Gragnano, Ercolano e San Giorgio a Cremano – potrebbe scoppiare in una bolla di sapone.

Nelle ultime ore, infatti, la maggioranza dei lavoratori in forza al colosso ambientale con sede legale a Sarno hanno comunicato alla società di igiene urbana la volontà di non aderire alla giornata di astensione – spalmata su tutti i turni, con la sola garanzia dei servizi essenziali – promossa dai sindacati. In particolare, a San Giorgio a Cremano – nonché a Gragnano e Afragola – la maggioranza dei netturbini assicurerà regolarmente la presenza, evitando così disagi alla cittadinanza in un periodo già delicato a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

In questo quadro, anche il cantiere di Ercolano potrebbe non aderire alle 24 ore di astensione dal lavoro. In ogni caso, l’azienda ha in programma diversi incontri a inizio settimana con l’obiettivo di scongiurare definitivamente lo sciopero del 25 febbraio. Un segnale distensivo sebbene recentemente la ditta Buttol sia andata giù in modo duro contro i sindacati, all’indomani dell’ultimo vertice in Prefettura a Napoli: «La versione delle sigle sindacali è come sempre fuori dalla realtà – avevano tuonato i vertici del colosso ambientale con sede legale a Sarno – Non è giustificabile l’accanimento di alcune sigle nei confronti della ditta Buttol, impegnata su tutti i cantieri della Campania a fare rispettare le regole ai propri dipendenti e a pretendere un impegno quanto meno costante per assicurare un puntuale servizio di igiene urbana nelle città servitie Una battaglia per cui l’azienda è impegnata da sempre e che non trova riscontro nelle sigle sindacali, compresi gli sforzi a tutela dei lavoratori sul fronte anti-Covid».

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