Alberghi chiusi in penisola sorrentina, il dramma dei lavoratori stagionali

Salvatore Dare,  

Alberghi chiusi in penisola sorrentina, il dramma dei lavoratori stagionali

L’indotto turistico della penisola sorrentina è fermo da un pezzo. Non è bastato a concedere una boccata d’ossigeno al settore lo scorcio dell’ultima estate dove si è lavorato poco e appena per tre mesi. A soffrire le pene dell’inferno dell’emergenza economica legata al Covid 19 non ci sono soltanto i gestori di hotel e strutture extralberghiere ma ovviamente ristoratori, titolari di bar, commercianti e ovviamente tutti quei protagonisti della filiera che direttamente o meno sono collegati al comparto. E alla luce dell’incubo di un ulteriore crollo di arrivi di turisti stranieri dopo Pasqua – i tour operator stanno “minacciando” lo stop alle prenotazioni a causa delle vaccinazioni a rilento – si temono ulteriori ripercussioni. A pagarne le conseguenze dunque sono tutti coloro che rientrano nella categoria di lavoratori stagionali. Al di là di ristori tutt’altro che tempestivi e incisivi e la necessità di compulsare governo centrale e Regione Campania su una svolta per l’indennità di disoccupazione Naspi magari da rivedere ulteriormente per importi e tempi causa coronavirus, all’orizzonte affiora una primavera choc. Di solito, di questi tempi, il grande motore turistico a Sorrento e dintorni inizia ad accendersi. Ma sinora nulla: bloccati, sia dalle restrizioni imposte dallo Stato e ovviamente pure dall’assenza di clientela estera che solitamente rappresenta la più grande fetta di torta del mercato ricettivo. Le soluzioni? Ovviamente, non dipende soltanto dai Comuni che hanno margini di manovra assai limitati. Federalberghi e operatori extralberghieri, così come la Confcommercio a livello provinciale, hanno a più riprese rilanciato il loro grido di dolore che in penisola sorrentina è reso ulteriormente più robusto visto che l’87 per cento delle famiglie trae sostentamento – in modo anche indiretto – dal mercato turistico. Flaica Cub, ad esempio, nelle ultime ore, anche attraverso il rappresentante locale Rosario Fiorentino, ha parlato di condizioni gravi che dovrebbero indurre a dichiarare lo stato di crisi per il turismo. Federalberghi penisola sorrentina attraverso il presidente Costanzo Iaccarino rimarca l’evidente obiettivo di estendere in via prioritaria la somministrazione del vaccino anti Covid 19 agli operatori e ai lavoratori turistici, un po’ come ha già fatto a fine gennaio l’ex sindaco di Capri Costantino Federico che aveva parlato di “territori Covid free” per invogliare i vacanzieri, specialmente esteri, a trascorrere le proprie vacanze tra l’isola azzurra e la penisola sorrentina. A tutto questo si aggiunge il discorso legato al fatto che a Sorrento rimangono da convocare gli Stati generali del turismo, un obiettivo annunciato in campagna elettorale dal nuovo sindaco Massimo Coppola e che tuttora sono in via di organizzazione. L’amministrazione, per quel che può fare un ente locale, ha concesso contributi e bonus a tanti operatori e lavoratori i cui guadagni sono drasticamente diminuiti per il Covid 19 e l’inattività. Ma l’impressione è che se si proseguirà di questo passo il comparto rischia sul serio il default.

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