Torre del Greco, incarico d’oro per gli affari legali del Comune: bufera sulla «chiamata» diretta

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, incarico d’oro per gli affari legali del Comune: bufera sulla «chiamata» diretta
Il segretario generale Pasquale Incarnato con l'assessore Felice Gaglione

Torre del Greco. L’affidamento diretto per la gestione degli affari legali del Comune scatena l’ennesima bufera politica a palazzo Baronale. E l’atto firmato dal segretario generale Pasquale Incarnato finisce sotto i riflettori dell’ex vicesindaco Romina Stilo – pronta a chiedere l’annullamento del provvedimento in favore dell’avvocato Alessandro Cacchione – e al centro di un’interrogazione a risposta scritta inviata dai sei dissidenti della maggioranza al sindaco Giovanni Palomba. «L’atto è illegittimo per due ordini di ragioni – l’affondo dell’esponente dell’opposizione -. In primo luogo è firmato da Pasquale Incarnato come dirigente del settore, ma un decreto sindacale di quattro giorni prima indicava in Salvatore Visone il responsabile dell’ufficio avvocatura. Dunque, l’atto è illegittimo per incompetenza relativa perché emanato da un organo senza potere. In secondo luogo, non c’è alcuna motivazione relativa alle modalità con cui l’importo della prestazione per 5 mesi viene definito in 40.000 euro».  Di qui, la richiesta di annullamento dell’incarico: «Se non dovessi avere riscontro entro 7 giorni – conclude Romina Stilo – mi vedrò costretta a presentare esposto alla corte dei conti e alla procura di Torre Annunziata».

Di tenore, invece, politico l’affondo dei sei dissidenti. Pronti a «interrogare» il primo cittadino per conoscere come l’amministrazione comunale abbia individuato proprio l’avvocato Alessandro Cacchione e per sapere se il legale è difensore di parte in cause contro il Comune, a partire dal ricorso al Tar Campania contro i cassonetti della discordia promosso da 27 amministratori di condominio.

Non solo. «Si chiede di sapere – concludono i federati di palazzo Baronale – se la sussistenza di eventuali contenziosi rappresenti un’ipotesi di conflitto d’interesse tale da rendere incompatibile l’affidamento e se il sindaco ritiene di intervenire con provvedimenti in autotutela a difesa degli interessi dell’ente».

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