Torre del Greco, Palomba dimentica le promesse elettorali: l’ex sementificio da 2 milioni a rischio crolli

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, Palomba dimentica le promesse elettorali: l’ex sementificio da 2 milioni a rischio crolli
L'ex sementificio di via Lava Troia

Torre del Greco. Quando era un «semplice» consigliere comunale della maggioranza di Ciro Borriello, l’attuale sindaco Giovanni Palomba votò – a dicembre del 2009 – l’acquisto dell’ex sementificio di via Lava Troia: l’ente di palazzo Baronale sborsò la bellezza di due milioni di euro per un rudere destinato, all’epoca, a essere trasformato in un moderno istituto superiore.

Il progetto svanì in pochi anni, così – durante il secondo mandato dello storico leader del centrodestra all’ombra del Vesuvio – lo stesso Giovanni Palomba, eletto all’opposizione già come «vassallo» di Loredana Raia, non risparmiò all’ex alleato pesanti e velenose critiche sullo spreco di denaro pubblico. Accuse dimenticate in fretta dall’attuale primo cittadino. A dispetto delle promesse messe nero su bianco in campagna elettorale in merito alla riqualificazione dell’ex sementificio, infatti, il rudere da due milioni di euro oggi cade a pezzi. Con inevitabili rischi per la pubblica e privata incolumità.

Il maltempo degli ultimi giorni ha fatto scattare l’ennesimo allarme in via Lava Troia, a causa del distacco di alcuni intonaci dai cornicioni dell’edificio. Ma a preoccupare sono le generali «condizioni di salute» dell’ex sementificio. Tutta la parte superiore dell’immobile presenta evidenti e chiari segni di degrado e abbandono, mentre diversi balconi sono stati completamente smantellati da pioggia e vento.

Le ultime indagini geognostiche e le ultime prove geotecniche per la progettazione definitiva dei lavori di restyling furono eseguite durante l’estate del 2017, all’epoca del commissario straordinario Tommaso Barbato. Con lo sbarco di Giovanni Palomba a palazzo Baronale, il rilancio dell’ex sementificio – tema cavalcato in campagna elettorale – subito venne relegato nel dimenticatoio. E ora l’edificio costato 2 milioni di euro  cade a pezzi, rischiando di diventare il simbolo degli sprechi dell’amministrazione comunale.

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