Il sindaco di Striano: “Noi, abbandonati da Governo e Regione”

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Il sindaco di Striano: “Noi, abbandonati da Governo e Regione”

Antonio Del Giudice è il sindaco di Striano. Per la terza volta in venti anni, in questo caso sotto il simbolo di Fratelli d’Italia.

Sindaco come state vivendo, voi primi cittadini, questa emergenza?

«Chiaramente è cambiato il modo di fare il sindaco. Questa situazione ci ha trovati decisamente scoperti. Non avevamo preparazione, nemmeno psicologica, per affrontare questa emergenza, anche se mi annovero tra i sindaci con esperienzadev dire che abbiamo avuto difficoltà a gestire la pandemia».

Cosa non ha funzionato?

«E’ semplice risponderle: non abbiamo avuto assistenza da parte di organi superiori, anche la più banale, siamo stati lasciati soli in pandemia con contagi vertiginosi. Ci siamo dovuti adeguare a nuove tecnologie, a un nuovo modo di fare politica. Fuori c’è una situazione drammatica e la viviamo come appendice dello Stato. Ma la gente viene da noi e abbiamo responsabilità enormi. Anche gli ultimi decreti hanno scaricato su di noi tutte le responsabilità».

C’è qualcuno che vi difende?

«L’Anci ha scritto al governo per ribadire le nostre difficoltà. Ma la verità è che, rispetto al passato, anche con nuovo governo nulla è cambiato in merito alle responsabilità. Draghi doveva agire subito ma noi siamo ancora soli e non ci sono segnali di cambiamento in questo esecutivo».

Cosa la preoccupa di piĂą in questa fase che stiamo vivendo?

«Oltre all’emergenza sanitaria si è aggiunta un’emergenza sociale senza precedenti. La gente è senza soldi: chi lavora sta a casa per quarantena o per assistere familiari con Covid. Come comune abbiamo messo su il centro operativo comunale e il centro unico di raccolta per stare vicino alle famiglie. Ci siamo resi conto che l’emergenza sociale, quella che porta la gente a non avere neanche il piatto a tavola, superava la crisi sanitaria. Così abbiamo requisito la palestra comunale e l’abbiamo affidata alla protezione civile: lì raccogliamo beni di prima necessità grazie alla donazione di aziende che hanno volontariamente donato prodotti alimentari. Ma l’unica cosa certa è che abbiamo sempre brancolato totalmente nel buio».

Lei però è tra i pochi sindaci coraggiosi che le scuole non le ha chiuse.

«Io sono convinto che le scuole devono rimanere aperte. Per la presenza di casi ho dovuto chiudere un istituto superiore e una elementare. Ma ormai sono gli adulti a contagiare i bambini». Intanto però a maggio si vota. Lei ritiene che l’area metropolitana che rappresenta sia centrale nei dibattito?

«Noi siamo già spariti dal dibattito politico, perché la politica è sempre napolicentrica. Anche per questo noi presentiamo un nostro candidato (Sergio Rastrelli)  per dare spazio a più spazio e voce ai comuni della provincia. Va rivendicato il nostro spazio. Il sindaco di Napoli sarà anche sindaco della Città Metropolitana. Ma forse qualcuno non lo sa».

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