Ospedale unico in penisola, caos politico: «I sindaci esultano ma non si sa se il progetto è attuabile»

Salvatore Dare,  

Ospedale unico in penisola, caos politico: «I sindaci esultano ma non si sa se il progetto è attuabile»

«Mentre la politica già dice di avere la bottiglia di champagne in fresco, i tecnici ancora devono stabilire se l’ospedale si può fare oppure no». Lo dice l’ex consigliere comunale di Piano di Sorrento, Anna Iaccarino, pronta a candidarsi a sindaco alla guida della civica PianoForte. Pomo della discordia è il progetto dell’ospedale unico la cui realizzazione è prevista a Sant’Agnello al posto dell’attuale distretto Asl. Settimane fa, i sindaci, tra cui quello di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino, avevano esaltato l’incarico di progettazione affidato alla Rti Mate. Nel mirino di Anna Iaccarino finisce quello che lei definisce «proclama» dell’attuale primo cittadino di Piano di Sorrento. Che argomenta: «Il 23 dicembre scorso, l’amministratore unico della Soresa – la società unipersonale che fa capo alla Regione Campania che si occupa anche della procedura relativa all’ospedale unico – ha adottato una determina con la quale ha affidato un incarico alla società Rti Mate per un importo di 3 milioni e 77mila euro e una riduzione di 48 giorni relativamente all’offerte temporale. L’importo originariamente previsto a base d’asta era di 5,6 milioni e i giorni previsti sarebbero dovuti essere 240. L’incarico viene affidato con un bel risparmio. Ma cosa dovrà mai fare questa società? Ce lo spiega nel dettaglio il disciplinare di gara: progettazione, direzione dei lavori e coordinamento per la sicurezza per la realizzazione del nuovo ospedale unico. Si tratta di un incarico a step. Per prima cosa, quindi, viene richiesto uno studio di fattibilità tecnico ed economico da consegnare entro 60 giorni dalla stipula del contratto. L’importo previsto per tale lavoro era pari a euro 467mila euro, considerando il ribasso, ora, si dovrebbe attestare intorno ai 300mila. Cosa accade però se a seguito di questo studio si scopre che l’opera non si può realizzare, magari per motivi di natura geologica o paesaggistica o ancora urbanistica? E’ ancora una volta il disciplinare a farcelo sapere. “L’amministrazione contraente si riserva, a valle degli esiti delle indagini e della redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, la facoltà di non proseguire negli sviluppi progettuali successivi (definitivo ed esecutivo) liquidando al soggetto affidatario i soli corrispettivi maturati. Il soggetto affidatario si obbliga a non avanzare, in tale ipotesi, alcuna pretesa di qualsivoglia natura o richiesta per risarcimento danni o a qualsiasi titolo”. E’ chiaro? Se gli studi di fattibilità danno esito negativo, la società si prende i 300mila euro e saluta tutti, altro che ospedale dei sogni».

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