L’inciucio politico a Torre del Greco già traballa: Palomba trema in aula, il consiglio è un incubo

Alberto Dortucci,  

L’inciucio politico a Torre del Greco già traballa: Palomba trema in aula, il consiglio è un incubo

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Torre del Greco. L’inciucio di metà mandato già traballa alla prova dell’aula e il sindaco resta senza numeri in consiglio comunale. è durato solo un minuto – il tempo necessario al senatore Nello Formisano per realizzare di avere staccato la spina all’imbarazzante amministrazione comunale guidata da Giovanni Palomba – ma, se il buongiorno si vede dal mattino, la «nuova maggioranza» di palazzo Baronale rischia di fare perfino peggio della prima.

Ritardi e figuracce

La riunione convocata per le 9.30 è stata aperta dal capo dell’assise Gaetano Frulio solo alle 11.05: un’ora e mezza di ritardo per avere la garanzia dei «numeri»  e non rischiare figuracce al primo banco di prova dopo il ribaltone: l’approvazione del documento unico di programmazione. Tutto inutile. L’approssimazione e la superficialità della maggioranza – a partire proprio dall’avvocato alla guida del consiglio comunale – sono emerse già in in avvio di seduta, quando il soldato Luigi Caldarola ha sollevato una questione pregiudiziale sulla delibera relativa al debito fuori bilancio da 250.000 euro in favore della ditta Fratelli Balsamo: un argomento caldo, eppure «dimenticato» dall’ordine del giorno dei lavori e infilato fuori tempo massimo. Dopo uno stucchevole tentativo dell’avvocato Gaetano Frulio di «interpretare» il regolamento – non l’unico, durante le 7 ore di discussione – il provvedimento è stato stralciato e rinviato. Conseguenza: l’arrivo di un commissario ad acta e, verosimilmente, la contestazione di un danno erariale per le casse dell’ente di largo Plebiscito.

Sindaco già in crisi

Neanche il tempo di incassare il primo ko e la maggioranza dell’inciucio ha rischiato di finire definitivamente al tappeto sulla seconda questione pregiudiziale, sollevata da Vittorio Guarino sul Dup: un atto arrivato all’attenzione dell’assise senza una pagina, capace di scatenare una vera e propria bagarre in aula. Sulla proposta dell’opposizione di rinviare la discussione, il sindaco è rimasto – complice il momentaneo allontanamento della maestrina Iolanda Mennella – senza numeri per la prima volta in due anni e mezzo. Durante la votazione – senza opposizione, uscita strategicamente dall’emiciclo – la nuova maggioranza è rimasta in 12: l’ex senatore Nello Formisano, evidentemente l’unico consapevole dei rischi della votazione, si è alzato dai banchi incurante dello sguardo terrorizzato di Giovanni Palomba. Dalla «curva dei dissidenti» sono immediatamente partiti feroci sfottò al sindaco già in crisi, capaci di convincere il globetrotter del centrosinistra a tornare in aula solo per mantenere «viva» una coalizione aggrappata a numeri risicatissimi.

Il via vai di quote rosa

Il problema si è riproposto, infatti, a distanza di un’ora. Quando, come annunciato, Alessandra Tabernacolo ha dovuto lasciare palazzo Baronale. Una «fuga» imitata dalla pasionaria Carmela Pomposo, con drammatiche conseguenza per la maggioranza. Costretta a sospendere per un’ora i lavori e a convincere la bizzosa alleata a rientrare in Comune. Alla fine di sette ore da incubo, il Dup è stato approvato con 13 voti. Ma negli occhi di tutti è rimasta l’immagine di un sindaco in preda a una crisi. Di nervi, prima ancora di numeri.

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