Emergenza Covid a Castellammare. Cimmino: «Ora il governo deve ordinare il lockdown»

Tiziano Valle,  

Emergenza Covid a Castellammare. Cimmino: «Ora il governo deve ordinare il lockdown»

A Castellammare si viaggia alla media di cento contagi al giorno da Covid-19. Nei primi due mesi del 2021 è stato raggiunto il numero di positivi dell’intero 2020, e ieri, con 150 nuovi casi, è stata superata la soglia dei 2.000 casi. L’ospedale San Leonardo fatica a gestire l’emergenza e i centralini dell’Asl Na 3 Sud sono presi d’assalto da richieste di persone che devono essere sottoposte a tampone. Il presidio Asl delle Antiche Terme riceve solo coloro che devono sottoporsi al secondo tampone, dopo aver trascorso almeno 10 giorni in quarantena, senza sintomi. Si effettuano mediamente un centinaio di test al giorno, la logica vorrebbe che molti risultassero negativi, trattandosi di persone che hanno già trascorso più di una settimana a casa senza alcun sintomo.

Ma dai bollettini quotidiani del Comune vengono comunicati al massimo una quindicina di guariti al giorno.

Sindaco Gaetano Cimmino, Castellammare viaggia a una media di contagi molto più alta di quella regionale e nazionale. Come se lo spiega?

«Castellammare attrae flussi da tutto il comprensorio. Il lungomare è frequentato da tante persone e le belle giornate incentivano ad uscire di casa, a fermarsi al bar, a passeggiare in villa comunale. E poi la notizia dell’arrivo dei primi vaccini ha fatto aumentare la voglia di normalità, sebbene la situazione sia ancora decisamente critica. Se a tutto ciò aggiungiamo i comportamenti sbagliati di tanti irresponsabili, i numeri iniziano vertiginosamente a salire».

È necessario un lockdown? Lei cosa può fare in tal senso?

«Le disposizioni che ho messo in campo con le ultime due ordinanze sono quelle di una “zona arancione rafforzata”. Si tratta di misure molto stringenti, difficile per un sindaco fare di più, ma valuterò nei prossimi giorni se applicare ulteriori restrizioni. Ora però tocca al Governo nazionale. Il Covid corre veloce e un lockdown ora ci consentirebbe di acquisire un vantaggio sul virus e di recuperare il tempo necessario per dare un’accelerazione decisa e forte al piano vaccinale».

Per i controlli l’amministrazione ha invocato l’arrivo dell’esercito. Ma non è servito a nulla. Le forze dell’ordine e gli agenti di polizia municipale a disposizione sul territorio bastano a garantirli?

«Le forze dell’ordine stanno svolgendo un lavoro importante e sono operative senza sosta per garantire il controllo del territorio. Ci rendiamo conto però che è impossibile controllare tutti, altrimenti ci vorrebbe un poliziotto per ogni cittadino. Basta una sola leggerezza, d’altra parte, per mettere a rischio la salute di tante persone. Per questo motivo diventa sempre più importante il senso di responsabilità di ogni singola persona per ridurre in modo sensibile il numero dei contagi».

Alcune attività commerciali hanno cominciato a chiudere autonomamente. Ritiene che debba intervenire il governo anche per concedere aiuti?

«Le attività commerciali sono una delle categorie più colpite dagli effetti della pandemia e sono oggi in ginocchio. C’è bisogno di liquidità a fondo perduto da parte del Governo per risollevare le sorti di chi sta compiendo sacrifici enormi per continuare ad uscire di casa al mattino ed alzare la serranda del suo negozio. Anche se l’aiuto più importante dipenderà dall’entrata nel vivo della campagna vaccinale, che rappresenta la nostra principale speranza di lasciarci finalmente alle spalle questa emergenza sanitaria».

I dati dei decessi e dei guariti spesso non vengono aggiornati. Avete ancora problemi di scambio d’informazioni con l’Asl?

«Noi ci atteniamo a quanto ci comunicano l’Asl e l’Unità di Crisi della Regione Campania. Più volte abbiamo inoltrato richiesta ufficiale all’Asl di ricevere aggiornamenti dettagliati e quotidiani sul numero dei guariti e dei deceduti e, più di recente, sui positivi alle varianti, ma non abbiamo ottenuto risposte esaustive. Ci rendiamo conto comunque che la situazione è complessa e che l’Asl è sottoposta ad una pressione notevole, per la quale non era pronta e si sta attrezzando in questi mesi».

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