Pd, Teresa Armato: “Conte leader della coalizione? Ipotesi prematura”

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Pd, Teresa Armato: “Conte leader della coalizione? Ipotesi prematura”

Per il Pd i sondaggi non sono lusinghieri: la linea Zingaretti avrebbe fatto perdere oltre il 4% ai Dem a vantaggio proprio dei Cinque Stelle e del centrodestra.  Teresa Armato, componente della Direzione nazionale del Pd, è un’esponente del partito che ha sempre fatto dell’equilibrio la sua cifra politica. Spedita, spesso, nei fronti caldi dello scontro politico (Ercolano, Castellammare giusto per fare un esempio) cerca di fare il punto della situazione in casa Pd.

Teresa Armato, Conte da pochi giorni è il leader del Movimento Cinque Stelle con la benedizione di Beppe Grillo. Lei come valuta questa mossa?

«Guardi, io porto un grande rispetto per il lavoro che sta facendo il Movimento Cinque Stelle al suo interno anche dopo le dolorose prese di posizioni contrarie subito dopo la nascita del governo Draghi. Se ripensiamo a quell’alleanza che sembrava anomala nel luglio 2019 e poi ha dovuto gestire una pandemia con conseguenze clamorose per la crisi economica e sociale, non possiamo non avere un giudizio positivo».

Eppure negli anni precedenti il rapporto non era idilliaco per usare un eufemismo.

«Ma poi il governo Conte, trascinato dal Pd nell’alleanza con Leu e Cinque Stelle, ha affrontato l’emergenza sanitaria e messo in campo le prime azioni di tutela della salute delle persone e i ristori di compensazione per chi ha perso lavoro e occasioni».

Oggi il vostro capogruppo al Senato, Marcucci, ha detto che parlare di Conte leader è prematuro.

«Veda, io ho un giudizio positivo su Conte perché ha saputo svolgere un ruolo complicato, senza esperienza politica ha saputo parlare agli italiani. Ne è prova quel milione e 200mila like sul post quando è andato via. La sua scelta è quella di guidare il movimento grazie anche alla sua popolarità. Per me non c’è nulla di male e con la sua leadership i Cinque Stelle continueranno ad avere un orizzonte europeo e riformista. Poi se dobbiamo parlare di leadership della coalizione allora siamo in un tempo diverso. Ci vogliono due anni ancora perché si voti, resta una figura illustre ma è prematuro come discorso».

Manca meno tempo per decidere il candidato sindaco di Napoli.

«A Napoli la linea è quella di sedersi attorno al tavolo con altre forze politiche nostre alleate e con tutti quelli che hanno sostenuto De Luca alle regionali. Dobbiamo aprirci anche a espressioni dell’ambientalismo e del riformismo, oltre che uomini e donne dell’area civica che si basano su esperienze di questi mesi. Ma anche qui la priorità è il programma. La città vive un momento buio, dopo dieci anni di de Magistris, precipitata in una crisi nera, senza servizi e indebitata. Otre alla gestione del quotidiano, serve una visione del futuro. Certo è che se abbiamo qualche mese in più, come appare possibile, allora dobbiamo maturare un percorso e poi trovare un sindaco autorevole che non isoli Napoli e dialoghi con Regione e Governo. In questa fase, secondo me, il Pd di Napoli sta lavorando molto bene».

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