L’inferno di Sayhid, il senzatetto pestato a sangue a Torre Annunziata

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L’inferno di Sayhid, il senzatetto pestato a sangue a Torre Annunziata

«Mi hanno insultato e minacciato, poi mi hanno accerchiato e dopo avermi derubato e picchiato ho perso conoscenza. Ma io non ho fatto nulla». Inizia così il racconto di Sayhid, 45 anni, originario del Marocco. E in un letto di ospedale a Sorrento, dove è stato trasportato dai poliziotti del commissariato di Torre Annunziata che lo hanno ritrovato accasciato sull’asfalto in piazza Ernesto Cesaro. Aveva perso conoscenza con un occhio completamente tumefatto. I piedi nudi, perché i suoi aggressori anche le scarpe gli hanno portato via. Abiti strappati e sporchi di sangue e senza più il suo zainetto che portava in spalla. Dentro c’era qualche abito recuperato dai cassonetti. Qualcuno ha deciso di aggredirlo. Senza un motivo se non l’odio gratuito e la voglia di seminare paura. E’ stato lui a raccontare quella sequenza agghiacciante consumatasi davanti al monumento intitolato ai caduti con la paura ancora negli occhi. Sayhid era da poco arrivato in piazza, non ha un tetto dove stare e di solito si arrangia a casa di qualche amico o in comunità. Non ha un impiego ma riesce a guadagnare grazie ai lavoretti di fortuna. Dal muratore al parcheggiatore o elemosinando all’esterno dei supermercati. Era in strada quando è stato bloccato da sei ragazzi. Secondo una prima ricostruzione si tratta di giovani tra i 18 e i 21 anni. Lo hanno circondato senza lasciargli scampo. Prima hanno cominciato a insultarlo. Poi le botte, gli spintoni. Gli hanno puntato una pistola e lo hanno derubato. Pochi euro in tasca, il suo zainetto, il giubbotto, la felpa e le scarpe che aveva. Lo hanno lasciato sull’asfalto privo di conoscenza e qui lo hanno trovato i poliziotti del commissariato di Torre Annunziata – agli ordini del dirigente Claudio De Salvo – che hanno avviato le indagini con l’accusa di rapina aggravata e lesioni. Dal suo racconto è emerso che si tratta di sei ragazzi ma per ora non c’è un identikit preciso che verrà ricostruito nelle prossime ore. Intanto il 45enne si trova nell’ospedale di Sorrento dove gli è stato diagnosticata una frattura alle ossa facciali e diverse lesioni. Per lui una prognosi di 45 giorni. Intanto si cerca di capire se qualcuno ha ripreso la scena con telefonini visto che in quella zona le telecamere non funzionano. Altro dato importante, ai fini delle indagini, è il fatto che ad  avvertire la polizia è stata una segnalazione anonima che potrebbe così rappresentare un primo spiraglio per un testimone oculare. Ipotesi al vaglio dei poliziotti che stanno battendo palmo a palmo la città per stanare i protagonisti di quella folle aggressione.  ©riproduzione riservata

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