Covid, l’allarme del sindaco di Striano: «Vaccini ai disabili, bisogna fare in fretta»

Andrea Ripa,  

Covid, l’allarme del sindaco di Striano: «Vaccini ai disabili, bisogna fare in fretta»

La curva dei contagi non arresta a scendere, a Striano, come negli altri comuni della zona rossa campana, la preoccupazione per l’evoluzione del Covid è tanta. Antonio Del Giudice, tornato a indossare la fascia di sindaco da un anno e mezzo a questa parte, lancia l’ennesimo allarme. E nei giorni in cui l’Unità di Crisi regionale inserisce tra le priorità della campagna vaccinale le categorie fragili, lui invita ad «accelerare i tempi, prima che sia troppo tardi».«Siamo a marzo inoltrato e soltanto ora se ne sta parlando. Chi è più debole, chi tutti i giorni deve affrontare gli ostacoli della vita deve avere la priorità. Disabili cronici, portatori di handicap non possono restare indietro. Vanno vaccinati il prima possibile. Quando s’ammala un disabile, s’abbassano le difese immunitarie, se il virus attacca loro il rischio di morte è molto più alto. – dice – E devo ringraziare la consigliera comunale Mena Nunziata, particolarmente sensibile a questa tematica, che mi ha aperto gli occhi. Ecco perché oggi, più di prima, dico: si faccia in fretta. La verità è che dall’insediamento del nuovo governo, ho visto pochi cambiamenti». Insomma, cambiano gli interpreti ma la musica resta la stessa per il primo sindaco di Fratelli d’Italia della provincia di Napoli. Nei giorni scorsi ha sollecitato l’Anci affinché si attivi per disporre le cure per gli operatori della protezione civile, per i vigili urbani, che sono più esposti stando in strada continuamente, gli oepratori sociali. E poi anche per i sindaci: «Chi come me è in strada tutti i giorni, sa quanti rischi si corrono». Anche se da giorni Del Giudice è in quarantena dopo la positività di un parente: «Tre tamponi tutti negativi», dice. «Qualcuno aveva lasciato intendere che dopo la festa in chiesa per l’arrivo del nuovo parroco s’era innescato un focolaio. Non è stato così, abbiamo rispettato le norme». «Qualcuno voleva alzare un polverone, trovando un capro espiatorio» – conclude – «I focolai purtroppo sono ovunque, io sono vicino a chi sta soffrendo per la positività di un parente. Questo è il momento di distendere i toni, non di far nascere polemiche».

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