Concorso bloccato a Pompei, il caso finisce in tribunale

Salvatore Piro,  

Concorso bloccato a Pompei, il caso finisce in tribunale

Un bando di avviamento al lavoro per otto posti – 5 esecutori amministrativi e 3 operai – prima indetto e infine revocato nonostante il Centro per l’Impiego avesse già stilato le graduatorie. La querelle, adesso, arriva in tribunale. E’ stato infatti depositato davanti al giudice del lavoro di Torre Annunziata il primo ricorso che, sulla vicenda, trascina in aula il Comune di Pompei. A sottoscriverlo, richiedendo in via cautelare la nullità delle delibera di revoca del 23 dicembre 2020, è stato uno dei potenziali e aspiranti neo-dipendenti che, dopo aver partecipato alla selezione (un centinaio le domande presentate entro il termine del 4 settembre scorso) aveva visto il proprio nome già pubblicato in posizione utile sul sito della Regione Campania. La graduatoria, visibile on-line fino all’8 febbraio 2021, faceva espresso riferimento ai due bandi lavoro programmati con delibera del 2019 per l’assunzione “a tempo pieno e indeterminato di 3 operai specializzati e di 5 esecutori amministrativi”. L’ingresso in pianta organica dei vincitori era atteso per venire incontro alle esigenze del nuovo Piano Triennale dei fabbisogni di personale. Ma ora è tutto da rifare. Perchè la nuova giunta, guidata dal sindaco Carmine Lo Sapio, nell’ultima seduta dello scorso 10 febbraio, ha confermato la “volontà di revocare le procedure già avviate con il Centro per l’Impiego di Pompei”. Ma andiamo per gradi. La richiesta di “avviamento a selezione presso la pubblica amministrazione” era stata prima trasmessa – il 20 marzo 2020 – al Centro per l’Impiego, poi pubblicata sul sito della Regione, infine conclusa il primo febbraio con l’approvazione di una graduatoria definitiva che però, adesso, è revocata. A raccontare per primo il caso, diventato a tutti gli effetti anche giudiziario, era stato Antonio. “Ho 39 anni, ho perso il lavoro e per questo motivo avevo partecipato a una selezione trasparente, cercavo la svolta” aveva svelato a Metropolis il 39enne di Pompei, che lo scorso primo febbraio ce l’aveva quasi fatta. Antonio era rientrato tra i primi 6 aspiranti della graduatoria per l’assunzione dei nuovi operai. I nominativi erano già stati trasmessi dalla dirigente ad interim della Direzione Regionale Lavoro Maria Antonietta D’Urso all’amministrazione comunale. Sette giorni dopo l’approvazione della graduatoria, però, per Antonio e gli altri aspiranti impiegati – compreso il primo ricorrente – era arrivata la doccia fredda. Lo scorso 8 febbraio sul sito della Regione compare un avviso: “Il Comune di Pompei” si legge “il 3 febbraio ha comunicato che, con delibera del 2020, ha revocato le procedure già avviate con il Centro per l’Impiego. Si sottolinea che il Cpi aveva già posto in essere tutti gli atti di propria competenza, pubblicando le graduatorie definitive e comunicando al Comune i nominativi da sottoporre alla prova d’idoneità in vista della successiva assunzione”. La delibera di giunta comunale, che ha preferito revocare le procedure avviate con il Cpi, è la numero 67 del 23 dicembre 2020. Lo scorso 10 febbraio è arrivata pure la seconda delibera, che conferma la volontà di revoca: “si ritiene maggiormente rispondente all’interesse pubblico, per una più efficace gestione del personale, l’individuazione di personale fortemente qualificato rispetto alle conoscenze acquisibili con la scuola dell’obbligo”. Pertanto, l’amministrazione ha “espresso la volontà di dotarsi di figure di operai specializzati”. La querelle continua, parola adesso al giudice.

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