Nocera Inferiore, la denuncia: «Ucciso dal virus, i preti rifiutano di benedire l’urna»

Mario Memoli,  

Nocera Inferiore, la denuncia: «Ucciso dal virus, i preti rifiutano di benedire l’urna»

Muore per covid all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno dopo essere stato ricoverato per giorni e, per sua volontà, aveva chiesto ai familiari di essere cremato nel caso in cui non non ce l’avesse fatta. Lunedì l’aggravarsi delle condizioni hanno portato al decesso di Gianfranco, 35enne di Nocera Inferiore. Ma al dolore della perdita di un figlio per via dell’epidemia si è aggiunto un atteggiamento incomprensibile in occasione dei funerali celebrati presso la Parrocchia Santa Maria del Presepe di Nocera Inferiore. Secondo i familiari e soprattutto il padre della vittima, Francesco, due sacerdoti si sarebbero rifiutati di benedire l’urna con le ceneri del ragazzo dopo aver dovuto versare anche 150 euro per la sanificazione degli ambienti. Del caso è stato interessato il vescovo della diocesi Nocera-Sarno monsignor Giuseppe Giudice il quale ha rassicurato la famiglia avviando accertamenti per capire quanto accaduto a Santa Maria del Presepe a Nocera Inferiore. «Mio figlio Gianfranco è morto di Covid l’8 marzo in ospedale a Salerno – dice il signor Francesco-, il giorno dopo è stato cremato a Montecorvino Pugliano per sua volontà. Poi abbiamo organizzato una Santa Messa a Nocera Inferiore. Prima di entrare in Chiesa – aggiunge il genitore – mi è stato detto di dover pagare 150 euro per sanificare gli ambienti. Ho dato il mio consenso pagando quanto mi era stato chiesto nonostante mio figlio non ci fosse più, avendolo cremato. Alla fine della cerimonia l’amara sorpresa: due sacerdoti si sono rifiutati di benedire l’urna facendoci chiari segni di andarcene via. Com’è possibile, vicino alla morte neppure una benedizione?”». Si chiede il padre di Gianfranco. «Tutti sono rimasti perplessi, ci sono testimoni che hanno assistito alla scena. Voglio solo una risposta, null’altro. Non dovevano fare niente, persino per un animale c’è una  benedizione. Ciò che è accaduto è di una gravità inaudita», conclude il genitore. Ora sarà compito del vescovo Giudice, informato dei fatti, a indagare dopo la denuncia dei familiari dello sfortunato giovane nocerino.

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