Lo scandalo dei concorsi truccati a Sant’Anastasia, nel mirino 4 selezioni effettuate a San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Lo scandalo dei concorsi truccati a Sant’Anastasia, nel mirino 4 selezioni effettuate a San Giuseppe Vesuviano

Gli arresti avvenuti una mattina di inizio dicembre di due anni fa e le condanne arrivate a gennaio scorso rischiano di essere soltanto la punta dell’iceberg dello «scandalo concorsi» portato alla luce dalla procura di Nola. Nei giorni in cui la magistratura accelera e allarga ad altre città del territorio vesuviano l’inchiesta sulle procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni, gestite dalla stessa società “pizzicata” ad alterare le prove nel municipio anastasiano, anche il Governo accende i riflettori su una serie di concorsi ancora al centro di sospetti e approfondimenti da parte degli investigatori. Da Sant’Anastasia a Pimonte, dove l’ex segretario comunale arrestato era in servizio al momento del blitz, fino a San Giuseppe Vesuviano, municipio in cui Egizio Lombardi, funzionario e responsabile del servizio anti-corruzione, era in organico prima di passare al Comune di Sant’Anastasia, i fari della procura restano fissi. A inizio marzo la presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento della pubblica amministrazione, ha indirizzato al segretario generale di San Giuseppe Vesuviano – dottor Girolamo Martino – una comunicazione in cui si chiede di far luce su procedure concorsuali effettuate negli anni scorsi, producendo una «serie di elementi» che poi saranno messi a disposizione del nuovo ministro per la pubblica amministrazione, il forzista Renato Brunetta. Una richiesta che nasce da un’interrogazione presentata da una parlamentare Cinque Stelle in cui veniva chiesto di intraprendere i provvedimenti assunti per i concorsi effettuati nel Comune di Sant’Anastasia curati dall’agenzia che truccava le gare – le selezioni sono state tutte annullate in seguito agli sviluppi giudiziari – anche negli altri comuni in cui l’azienda, spesso grazie all’aiuto dell’ex segretario comunale, aveva ottenuto incarichi. E dove, si presume, sia stato adottato lo stesso «modus operandi». Nei verbali degli interrogatori resi dai protagonisti della cricca dei concorsi anastasiana si fanno riferimenti a procedure di altri Enti e di pressioni. Toccherà agli investigatori chiarire se siano stati commessi altri illeciti, oltre a quelli già accertati a Palazzo Siano. Per quanto riguarda San Giuseppe Vesuviano nel mirino della magistratura sarebbero finite quattro prove concorsuali effettuate tra il 2016 e il 2018. Selezioni nel mirino della procura della Repubblica di Nola e ora sotto i riflettori di Palazzo Chigi. Il rischio è che nei prossimi mesi quelle stesse prove, qualora dovessero emergere ulteriori anomalie, possano essere oggetto di provvedimenti. A San Giuseppe Vesuviano come negli altri comuni finiti sotto la lente di ingrandimento dei funzionari della presidenza del consiglio dei ministri. Lo scandalo Concorsopoli, dunque, continua a non far dormire sonni tranquilli agli amministratori. A gennaio scorso le condanne per l’ex sindaco Abete, un consigliere comunale, l’ex segretario Egizio Lombardi, e il titolare dell’Agenzia Selezione e Concorsi che materialmente alterava le prove per favorire i candidati scelti dalla cricca.

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