Parte la cura sperimentale coi monoclonali al Covid H di Scafati

Adriano Falanga,  

Parte la cura sperimentale coi monoclonali al Covid H di Scafati

Scafati. E’ partito venerdi mattina il centro sperimentale per la somministrazione degli anticorpi monoclonali allo Scarlato, da un anno riconvertito in struttura per la cura dei soli pazienti Covid.  Individuato come unico presidio dell’Asl Salerno per la sperimentazione dell’innovativa alternativa terapeutica per pazienti positivi, venerdi mattina c’è stata una prima riunione operativa convocata dal commissario Asl per l’emergenza Covid-19 Mario Polverino. Con lui i dirigenti dei reparti e  il responsabile del servizio di Prevenzione e Protezione Aristide Tortora. La somministrazione del farmaco, rivelatosi efficace per curare il coronavirus, è ancora sperimentale e non tutti i pazienti che arrivano allo Scarlato possono esserne beneficiari. La struttura infatti ospita attualmente nei reparti Malattie Infettive, Sub Intensiva pneumologia e Terapia Intensiva soggetti quasi sempre arrivati in condizioni critiche, per i quali è necessario il supporto respiratorio. Necessario, prima di ogni infusione, accertarsi dei requisiti di idoneità dei riceventi. L’uso degli anticorpi monoclonali è autorizzato in soggetti covid positivi di età superiore ai 12 anni, che non siano ospedalizzati né in ossigenoterapia. Questo esclude al momento gli attuali ospiti del Polo Covid. Tra i requisiti anche la presenza di sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza e almeno un fattore di rischio, due se over 65. Lo scopo è di evitare l’evoluzione nefasta della patologia, curando il paziente nella fase iniziale. Questo nell’ottica di salvare la vita ai soggetti a rischio e soprattutto evitare la loro ospedalizzazione. Una delle cause principali della carenza di posti letto è proprio nei lunghi tempi di ricovero di chi arriva in ospedale. Dal momento in cui l’ospedale prende in cura un paziente critico non passa quasi mai meno di un mese per la sua dimissione. Toccherà quindi ai medici di famiglia, ai pediatri e ai medici delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), identificare i pazienti in possesso dei requisiti richiesti. Prescrivendo la prestazione ambulatoriale, tramite ricetta per garantire all’assistito l’esenzione dal pagamento per l’uso del farmaco. La somministrazione degli anticorpi monoclonali avverrà al terzo piano, nel reparto destinato ad ospitare nel breve termine pazienti Covid psichiatrici. Necessario restare in osservazione qualche ora, per poi essere monitorati a domicilio. Si tratta di una cura che è stata già approvata e utilizzata in diversi ospedali. Secondo gli esperti è la nuova frontiera della cura anti Covid che potrebbe dare risultati davvero interessanti.

CRONACA