Gragnano, schiaffo alla città: i cunicoli storici nelle mani dei privati

Elena Pontoriero,  

Gragnano, schiaffo alla città: i cunicoli storici nelle mani dei privati

Un grande cunicolo riscoperto a Gragnano. E’ bastata una foto postata sul web ad aprire un lungo dibattito e a riaccendere i riflettori su uno dei fenomeni già denunciato nella città della pasta: il “furto” di strade pubbliche. Un problema che era stato messo nero su bianco dal presidente del Centro Culturale Di Nola, Giuseppe Di Massa e dall’ambientalista Michele Barbato, che ne avevano addirittura protocollato al Comune un dossier fotografico. Percorsi sbarrati da cancelli o ostacoli posizionati dai privati che hanno allargato, senza averne autorizzazione, i confini della proprietà. Stessa sorte è toccata anche all’antico cunicolo che da via Mandrio si snodava fino a via Veneto e raggiungendo i binari della Ferrovia. «Bisognerebbe valorizzare anche il cunicolo, una delle strade più antiche di Gragnano, permetteva in poco tempo di arrivare in un altro posto del territorio – spiega l’attento cittadino Barbato – Poco  conosciuta alla maggioranza dei cittadini. Scomparsa a causa dell’incuria dell’uomo. Si può accedere nei pressi di via Vittorio Veneto». Un percorso che potrebbe essere ripristinato ma che, allo stato attuale, non è libero da ostacoli, così come segnalato dallo storico e ambientalista Giuseppe Di Massa: «Si tratta di un grande cunicolo, quasi una strada sotterranea, che portava in via Vittorio Veneto da via Mandrio (zona Incoronata). In origine era un piccolo torrente a cielo aperto e serviva per lo scolo delle acque in caso di alluvione e oggi corre sotto via Lamma. Il tratto che attraversa via Vittorio Veneto si immette nel vicoletto che porta alla Ferrovia e più avanti passava sopra un ponticello, tuttora presente, che l’attraversava sopra i binari. In quest’area sono sorti cancelli ed ostacoli da parte di privati, visto il disinteresse negli ultimi decenni da parte delle istituzioni». E anche l’antico cunicolo è, purtroppo, rientrato nel lungo elenco di vicoletti, tanti, disseminati su tutto il territorio, con tanto di nominativi e storicamente impressi anche sugli stradari, non più esistenti, o almeno non su carta. «Non è la prima volta che si affronta questo argomento, infatti su alcune stradine pubbliche occupate da privati sono ancora in corso dei contenziosi – spiega il duo Di Massa-Barbato – I più furbetti hanno pensato di appropriarsi di strade che, nei secoli, collegavano e collegano ogni parte di Gragnano, e che potrebbero invece avere un alto valore non soltanto simbolico ma anche per la stessa viabilità. Una città a vocazione turistica dovrebbe puntare non soltanto sulle strutture ma anche sulle infrastrutture. Ci sono tanti paesi che proprio con le antiche strade hanno fatto la propria fortuna». Elena Pontoriero ©riproduzione riservata

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