Tonnellate di cocaina dalla Costarica, l’alleanza dei narcos tra i Gionta e la ‘ndrangheta

Ciro Formisano,  

Tonnellate di cocaina dalla Costarica, l’alleanza dei narcos tra i Gionta e la ‘ndrangheta

L’ala militare del clan è stata smantellata, in quest’ultimo decennio, da arresti, processi e condanne. Ma il declino dei Gionta non ha interessato, invece, il settore criminale più ricco: quello del traffico di sostanze stupefacenti. Il clan di Torre Annunziata, infatti, rappresentata ancora oggi un cartello criminale di primissimo piano nel settore dell’impot-export di droga. Lo dimostrano le inchieste che in questi anni hanno messo sotto i riflettori i business della camorra vesuviana. Lo ribadiscono gli 007 della Direzione Investigativa Antimafia che addirittura ipotizzano – nell’ultima relazione semestrale presentata al Parlamento – la presenza di interessi criminali dei Gionta anche in Costa Rica. Una nazione che nel tempo è diventata uno snodo fondamentale per i principali traffici illeciti delle mafie. In quello spicchio di terra bagnato da due oceani, infatti, si concentrano interessi criminali di primissimo piano. Basti pensare che appena 4 mesi fa le autorità locali hanno sequestrato un carico da 2,5 tonnellate di cocaina purissima nascosta in un’imbarcazione piazzata a pochi passi dalla costa. Quel piccolo Stato, infatti, è ritenuto un’area cruciale per i produttori di droga del Sudamerica e in particolare per i cartelli messicani. La droga da qui arriva in Europa per inondare le piazze di spaccio di tutto il continente. Ma quale è il nesso che unisce quest’affare enorme e le sorti di un clan in declino da anni? Il ponte che tiene insieme i due mondi si chiama “Miracolo”, il nome dell’inchiesta che nel 2018 ha svelato gli intrecci dell’affare droga. Un’indagine nella quale si parla, appunto, di un soggetto ritenuto vicino al clan Gionta che per conto dei Valentini gestiva un florido traffico di stupefacenti. E qui nasce un altro dettaglio di non poco conto. L’affiliato in questione avrebbe imbastito le trame di un accordo con alcuni esponenti della ‘ndrangheta con base a Milano. La ‘ndrangheta, assieme ai messicani, è ritenuta tra le organizzazioni criminali più potenti e ricche del pianeta, anche grazie ai copiosi introiti legati agli stupefacenti: ancora oggi al più redditizia forma di guadagno criminale del pianeta. Dopotutto i Gionta, lo racconta la storia del clan, sono sempre stati in grado di costruire rapporti d’affari con organizzazioni di primissimo piano. A cominciare dai rapporti con i Nuvoletta e Cosa Nostra tra gli anni ’70 e ’80. E tra l’altro in città – secondo l’ultima relazione della Dia – sebbene depotenziati sono presenti numerosi cartelli criminali specializzati proprio nel traffico internazionale di stupefacenti. Gruppi che grazie alla droga hanno messo in piedi veri e propri imperi. Tutt’ora, sostiene la Dia, la concentrazione degli affari criminali dei Gionta è legata «alla gestione delle piazze di spaccio». Un business che continua ad arricchire e tenere in vita un clan falcidiato dai processi. Un clan messo in ginocchio dalle inchieste ma che grazie alle disuguaglianze continua a rigenerarsi nei vicoli della miseria di Torre Annunziata.

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