Guerra per lo spaccio a Torre Annunziata: stesa in via Cavour, spari contro una casa

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Guerra per lo spaccio a Torre Annunziata: stesa in via Cavour, spari contro una casa
Il luogo della stesa

Torre Annunziata. Sei colpi, esplosi in una sola sequenza. Una raffica di proiettili  indirizzata verso l’abitazione al civico 76 di via Cavour, in pieno centro storico. Si torna a sparare a Fortapàsc, tornano le stese e gli atti intimidatori dopo  alcuni mesi di tregua. Il lockdown, l’aumento dei contagi e la pandemia non fermano la criminalità organizzata e il grilletto facile dei sicari che la scorsa notte si sono precipitati nella stradina e hanno riportato la città nel terrore. Un agguato in pieno stile camorristico, un atto per testimoniare il controllo sul territorio e soprattutto per lanciare un messaggio.

Un atto intimidatorio indirizzato – secondo quanto emerge dall’attività investigativa – a uno dei residenti dell’edificio, un pregiudicato di 46 anni, volto noto – insieme alla moglie – alle forze dell’ordine del territorio per spaccio. Secondo i primi riscontri investigativi, potrebbe essere lui il destinatario del raid di fuoco. Ma procediamo con ordine. La stesa è andata in scena intorno alla mezzanotte di ieri sera. Nella strada, poco illuminata, nessun cittadino: tutti in casa per le restrizioni anti-contagio e questo ha agevolato i sicari. Con molta probabilità due e in sella a uno scooter: il passeggero estrae l’arma e apre il fuoco. Ben sei colpi che rimbalzano contro il portoncino di ferro color oro e contro le pareti dell’abitazione, gli altri colpi finiscono nel vuoto e le ogive rimbalzano sull’asfalto.

Tutti sentono la sequenza, ma il muro di omertà e la paura impediscono ai chi vive in quel palazzo di uscire e dare l’allarme. Ma qualcuno non sta fermo, non fa finta di non vedere e non sentire e decide così di chiamare i carabinieri. Una telefonata anonima arriva al centralino dei militari di piazza Enrico De Nicola: una voce timida e camuffata avverte che in via Cavour hanno sparato contro un’abitazione. Poi la telefonata si interrompe prima ancora che il militare possa chiedere maggiori dettagli. Sul posto si precipita gli uomini della stazione di Torre Annunziata – agli ordini del maresciallo Egidio Valcaccia – che accertano che quella segnalazione è vera. Sull’asfalto i resti del raid armato, sei colpi almeno quello che verranno poi repertati dopo durante i rilievi. I carabinieri iniziano a censire gli occupanti del palazzo ma sanno bene che in quell’edificio, abita anche un pregiudicato che spesso è stato arrestato con l’accusa di spaccio e detenzione di stupefacenti. E’ l’unico in quell’immobile che potrebbe aver avuto un conto in sospeso, o aver attirato la vendetta. Viene ascoltato ma ai carabinieri dirà di non aver mai ricevuto alcuna minaccia o richiesta, che lui è fuori dal giro da tempo.

Ovviamente la tesi non convince per nulla gli inquirenti che così hanno avviato una inchiesta. Su ordine della Procura si indaga quindi anche su questo altro episodio, l’ennesima stesa notturna che lascia trasparire che gli animi continuano a essere agitati, che lo scontro tra le cosche storiche, i gruppi criminali emergenti o chi ha deciso di mettersi in proprio restano un tema caldo in città. Le ordinanze di arresto, il tentativo continuo di decimare i clan e le nuove leve continuano ma la guerra per lo spaccio resta ancora uno dei mali di Torre Annunziata difficile da debellare.

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