Torre del Greco, fuga dal consiglio comunale: slitta la discussione sul disastro rifiuti

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, fuga dal consiglio comunale: slitta la discussione sul disastro rifiuti
Palazzo Baronale, sede del Comune

Torre del Greco. La maggioranza targata Giovanni Palomba snobba l’appuntamento in aula, slitta di 24 ore la seduta monotematica del consiglio comunale sul disastro-rifiuti all’ombra del Vesuvio. Doveva essere il giorno del confronto su tutte le grane del settore Nu – grane capaci di proiettare in varie occasioni Torre del Greco alla «ribalta» delle cronache nazionali – e, invece, si è trasformato nell’ennesimo passo falso della casta di palazzo Baronale.

Perché alla riunione voluta da 11 esponenti dell’opposizione si sono presentati solo sei consiglieri comunali, numero insufficiente a dichiarare valida la seduta: alle 11 in punto, trascorsa l’ora di tolleranza rispetto alla convocazione, il «soldato» Luigi Caldarola – vista l’assenza del capo dell’assise Gaetano Frulio e il rifiuto di Iolanda Mennella, pure presente in municipio, a guidare il lavori – si è visto costretto a registrare la mancanza del numero legale e a rinviare di 24 ore, in seconda convocazione, il consiglio comunale. Una mossa a sorpresa, capace di convincere il sindaco Giovanni Palomba e vari rappresentanti della maggioranza – compreso il «salvatore della Nu» Luigi Mele – a uscire dalle stanze del Comune in cui si erano rinchiusi per rinfacciare all’opposizione di avere «forzato la mano» per creare il caso: «Degli undici consiglieri di opposizione che avevano presentato la richiesta di un consiglio comunale urgente per discutere la problematica dei rifiuti in città – la nota successivamente diffusa dal portavoce di Giovanni Palomba – erano presenti in aula soltanto cinque.L’assenza ha comportato il rinvio dei lavori dell’assise in seconda convocazione, con ulteriore aggravio di spesa a carico della comunità».

Una versione di comodo, immediatamente rintuzzata dal pentastellato Vincenzo Salerno: «Si tratta dell’ennesima distorsione della realtà – la replica del grillino di palazzo Baronale – In prima convocazione servono 13 presenti, quindi l’opposizione non può formare il numero legale da sola né tantomeno mantenerlo durante i lavori. Cosa diversa è in seconda convocazione quando serviranno solo 8 presenti, numero gestibile dalle opposizioni. La realtà è l’assenza di chi ha in mano il timone dell’amministrazione comunale: il sindaco, la sua giunta e la maggioranza. Tutti assenti ingiustificati».

Laconico la riflessione di Salvatore Gargiulo: «La verità è che questa è una maggioranza a convenienza». Benzina sul fuoco, in attesa del secondo round in programma oggi.

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