Penisola sorrentina. Incubo clan nel turismo, il caso finisce al prefetto

Salvatore Dare,  

Penisola sorrentina. Incubo clan nel turismo, il caso finisce al prefetto

Un incontro con il prefetto di Napoli Marco Valentini per discutere del rischio di infiltrazioni camorristiche nella gestione di strutture ricettive della penisola sorrentina. A chiederlo è Sergio Fedele, presidente dell’associazione Atex, che si occupa di location extralberghiere. La notizia, rivelata da un pentito, che il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia risulti essere proprietario di un albergo in penisola sorrentina riapre di fatto la querelle legata alla necessità di elevare il livello di attenzione e sicurezza sul territorio. La strada, chiesta da Atex, va tracciata assieme alle istituzioni locali e deve portare all’avvio di un’operazione trasparenza a tutela anche degli operatori in difficoltà e che stanno anche pensando di vendere le proprie strutture. «Occorre fare tutti gli sforzi possibili per proteggere le zone a turismo prevalente, a cominciare dalla penisola sorrentina e da Capri, dal rischio concreto dell’aggressione della criminalità organizzata che, sfruttando questo drammatico momento di crisi del turismo, sta cercando di acquistare strutture turistiche in difficoltà – scrive Fedele in una nota – Sarebbe devastante per questi territori, punto di riferimento dell’accoglienza mondiale, subire questa aggressione che stravolgerebbe luoghi tranquilli e ospitali. Sono tanti i segnali negativi che si registrano su offerte “vantaggiose” a operatori in difficoltà. Le recenti indagini dell’Antimafia sulla presenza crescente di clan stabiesi in strutture della penisola sorrentina non deve far suonare il classico campanello d’allarme ma una vera e propria campana». Atex, attraverso Fedele, fa sapere di aver chiesto a tutte le istituzioni competenti (assessore regionale al turismo, presidente della Camera di Commercio di Napoli e Provincia, sindaci della penisola sorrentina e di Capri) di chiedere un immediato incontro con il prefetto di Napoli «per affrontare questo drammatico problema e valutare tutte le iniziative possibili per difendere il nostro territorio. Si potrebbe ad esempio chiedere al ministro del turismo Garavaglia – continua Fedele – di allargare la mission del fondo per il turismo (dotazione di due miliardi di euro) creato dall’ex ministro Franceschini con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti per evitare che gli alberghi italiani passino nelle mani di operatori stranieri. Molto più urgente utilizzare questo fondo per evitare il passaggio delle strutture ricettive nelle  mani della criminalità organizzata. In sostanza il fondo potrà comprare strutture ricettive  o quote delle stesse concedendo  agli attuali proprietari un diritto di riacquisto da esercitare in un arco di tempo congruo rispetto alle stime di ripresa del mercato ricettivo internazionale. Occorre inoltre creare un riferimento istituzionale per gli operatori in difficoltà cui possano rivolgersi con la massima riservatezza nel caso intenzionati a vendere le proprie strutture per essere accompagnati nelle relative procedure, garantendo indagini mirate sugli acquirenti. I nostri territori devono proteggersi in questo momento oltre che dal Covid anche dai tentacoli della criminalità organizzata».

CRONACA