Cisterne dei veleni a Torre Annunziata, il dirigente dell’Utc blocca il progetto

Salvatore Piro,  

Cisterne dei veleni a Torre Annunziata, il dirigente dell’Utc blocca il progetto

Cisterne di idrocarburi al Porto. Il cold-case che ha provocato, prima, l’ira degli ambientalisti, e dopo scosso ma solo in parte la politica cittadina, si arricchisce di un nuovo e forse decisivo capitolo. Una “trama” contraria scritta a quattro mani dall’attuale dirigente a tempo determinato dell’Area Tecnico-Urbanistica Suap del Comune di Torre Annunziata, l’ingegnere Alfonso Donadio, subentrato giocoforza all’ex dirigente Nunzio Ariano, attualmente recluso in cella e a partire dal 28 dicembre scorso con l’accusa di aver intascato una mazzetta da diecimila euro per un appalto sulla manutenzione delle scuole da “pilotare”, forse, in favore di un imprenditore-amico, e dal responsabile dell’Ufficio Tutela Paesaggistica del Comune, l’architetto Sergio Franco. Donadio e Franco, infatti, hanno siglato una perentoria richiesta, indirizzata sia all’attenzione della Giunta Regionale che alla dirigente della Direzione Generale per il ciclo Integrato delle acque e dei rifiuti della Campania, l’avvocato Simona Brancaccio. La richiesta dei dirigenti comunali di Torre Annunziata, riassunta in sintesi, rimette quasi tutto in gioco. “Si chiede alla Direzione Generale, in via di autotutela, di provvedere all’annullamento del Decreto dirigenziale numero 201 del 9 dicembre 2020, ovvero di adottare ogni altro, idoneo e opportuno provvedimento, teso alla rivalutazione della verifica di assoggettabilità a V.I.A. del progetto presentato dalla Isecold Spa” si legge nell’ultimo documento già spedito, lo scorso 15 febbraio, in Regione Campania. “Infine si segnala che, nelle immediate adiacenze dell’impianto per deposito costiero, l’amministrazione comunale ha in corso su area di proprietà, lavori di riqualificazione dell’ex stazione Marittima e aree esterne, da destinarsi a uso pubblico” prosegue ancora la missiva partita da Torre per fare luce su di una vicenda ancora oscura: zeppa di autorizzazioni pubbliche prima concesse, poi revocate, condita inoltre dalle manifestazioni di cittadini e associazioni scese in piazza per gridare “no” alle cosiddette cisterne dei veleni della Isecold. La lettera da ultimo inviata a Palazzo Santa Lucia, sottoscritta dai dirigenti Donadio e Franco, rappresenta inoltre la prima risposta all’interrogazione consiliare firmata il mese scorso dal presidente della Commissione ai Lavori Pubblici di Torre Annunziata, Franco Colletto, sul cold-case relativo all’ampliamento delle due cisterne di idrocarburi. La ditta Isecold – che nel 2015 ottenne dall’Utc un permesso a costruire per “ampliamento del deposito costiero di oli minerali nel Comune di Torre Annunziata” poi revocato tre anni dopo le proteste delle associazioni – lo scorso 9 dicembre riuscì a ottenere un decreto regionale che escluse dalla “procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) il progetto di ampliamento del deposito”. Una “conquista” che, da sola, avrebbe potuto eventualmente sanare la precedente revoca del permesso a costruire. Da qui, dunque, la richiesta di spiegazioni indirizzata al sindaco e alla giunta comunale attraverso l’interrogazione dello scorso mese. Poi, ieri, l’ultimo atto: la richiesta spedita dal Comune alla Regione “per provvedere all’annullamento del Decreto”.

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