Pistole, coltelli e assegni: i segreti del politico con la valigetta e l’ombra del business rifiuti

Ciro Formisano,  

Pistole, coltelli e assegni: i segreti del politico con la valigetta e l’ombra del business rifiuti
L'ex consigliere comunale di Ercolano, Mario "Rory" Oliviero

Ercolano. Era sparito dalla circolazione da qualche anno. Uscito dalla scena politica all’indomani dello scandalo della valigetta e di quella fantomatica trattativa con l’ex boss della camorra Nunzio Parrella. Ma ieri il nome di Mario Oliviero, per tutti Rory, ex presidente del consiglio comunale di Ercolano, è tornato al centro dell’attenzione generale. Il politico della valigetta, quello del video di Striscia la Notizia nel quale vendeva posti di lavoro all’ospedale del Mare, il delfino di De Mita (come lui stesso si definiva) è stato arrestato per detenzione di arma a Vallo della Lucania. Il 46enne è stato fermato dalla guardia di finanza al termine di una perquisizione eseguita prima all’interno di una casa popolare e poi in un albergo. Perquisizione legata ad un’inchiesta più ampia su un traffico di rifiuti interrati in Cilento. Indagine nella quale sarebbe coinvolto l’ex capo del consiglio comunale di Ercolano. In quella casa popolare a Cannalonga – paesino di mille anime alle porte di Vallo della Lucania – i finanzieri hanno trovato la pistola (di proprietà del padre di Oliviero, sindaco di Ercolano negli anni ’80) e 50 munizioni. Nell’albergo situato a pochi passi, invece, sono stati scoperti soldi, assegni e anche documenti che potrebbero essere legati all’inchiesta “madre” sui rifiuti. Nell’udienza di convalida del fermo che si è celebrata al tribunale di Vallo della Lucania, il giudice ha deciso di convalidare l’arresto senza applicare alcuna misura cautelare, come richiesto dal legale della difesa, l’avvocato Saverio Campagna. Oliviero è così tornato libero in attesa del processo fissato a giugno. Uno scandalo che si aggiunge alle diverse ombre sollevate attorno alla figura di Oliviero nel corso degli anni. Eletto nelle fila dell’Udc alle elezioni del 2010 diventa presidente del consiglio comunale. Nel 2015 passa all’opposizione raccogliendo oltre mille voti in una lista in cui, altri candidati, promettevano sussidi ai detenuti. Poi quei servizi televisivi che lo hanno portato alla ribalta. Prima “Striscia la Notizia” e i presunti accordi da 10.000 euro per comprare un posto di lavoro all’ospedale del Mare. Poi la “trattativa” per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti in Campania con il boss Nunzio Perrella, assoldato da Fanpage per smascherare il sistema degli appalti pilotati. Una vicenda che non ha peso giudiziario (secondo i pm) ma che puzza di “malapolitica”, secondo cittadini e rivali in consiglio comunale. Oliviero si dimette e sparisce nel nulla. Scompare dalla scena politica. Non si ricandida alle elezioni del 2020. Ieri però il “delfino di De Mita”, come amava farsi definire, è riemerso dal silenzio. Travolto dall’onda dell’ennesimo scandalo.

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