Anticorpi monoclonali, l’Asl Napoli 3 Sud ferma al palo

Elena Pontoriero,  

Anticorpi monoclonali, l’Asl Napoli 3 Sud ferma al palo

Sono ancora alti i decessi di Covid che si registrano nella provincia Sud di Napoli e forse, qualcosa, poteva servire a bloccarne l’aumento. Ne sono convinti i medici impegnati in prima linea nella lotta contro il virus che si ritrovano con “la soluzione tra le mani” ma senza poter effettivamente operare. Si tratta di farmaci salvavita e, in particolare, degli anticorpi monoclonali (MAb) che sono sì disponibili già da dieci giorni ma, ironia della sorte, nell’area di competenza dell’Asl Na3 Sud non possono essere utilizzati per la mancanza di individuazione di una struttura sanitaria ad hoc. «In tutti gli ospedali potrebbero essere effettuate le cure con gli anticorpi monoclonali, così da ridurre drasticamente i ricoveri da Covid che affollano inevitabilmente tutte le strutture sanitarie – spiega un medico in corsia – Una possibilità di salvezza soprattutto per i pazienti maggiormente a rischio, con patologie legate alla dialisi, al diabete scompensato, all’obesità o malattie respiratorie croniche e quindi maggiormente esposti a una forma letale del virus. Entro tre giorni dalla consapevolezza del contagio, i soggetti fragili possono essere sottoposti alle cure con gli anticorpi monoclonali, sostanze che agiscono con lo stesso principio con cui il sistema immunitario reagisce verso una aggressione esterna». Un’arma importante contro il nemico invisibile ma che, nonostante la disponibilità, resta un miraggio per le strutture sanitarie dell’Asl Na3 Sud. Una terapia che messa in campo, unitamente alla vaccinazione, andrebbe a ridurre il raggio di contagio del Coronavirus. Anticorpi monoclonali che, però, vanno utilizzati in pazienti positivi al Covid-19 ma che non hanno bisogno di ossigenoterapia e che, quindi, sono ancora nella fase iniziale dell’infezione. Nell’Asl di Salerno, e in modo particolare all’ospedale di Scafati, questa tecnica è già stata avviata. Perché i Mab agiscono proprio nell’immediato del contagio riducendo la progressione della malattia, riducendo gli ingressi in terapia intensiva e, prima su tutte, riducendo i decessi. «Sbloccare la terapia con gli anticorpi monoclonali anche negli ospedali di competenza dell’Asl Na3 Sud garantirebbe un equilibrio tra ricoveri da Covid e ricoveri no Covid. Significa poter tornare a dare assistenza a tutti i pazienti, diversamente da quanto accade oggi – continua un medico di un Covid Hospital – Il 3% dei pazienti affetti da Covid-19 sviluppa una severa patologia respiratoria (sindrome da distress respiratorio acuto, ARDS), responsabile di un quadro tanto grave da portare al ricovero nei reparti ospedalieri di terapia intensiva e che può avere anche un esito fatale. In parte lo si può evitare, sottoponendo i soggetti più a rischio alla terapia con MAb nel rispetto dei tempi di somministrazione. Ecco perché chiediamo ai vertici dell’Asl della provincia di Napoli di poter dare il nullaosta alle strutture sanitarie per organizzare velocemente i laboratori per il trattamento con gli anticorpi monoclonali, per aiutare i contagiati a fermare quanto prima la progressione della malattia che, una volta avanzata nei soggetti fragili, diventa letale» concludono i medici.

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