«Ornella, delitto premeditato»: l’ex marito di Ercolano ora rischia l’ergastolo

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«Ornella, delitto premeditato»: l’ex marito di Ercolano ora rischia l’ergastolo
Ornella Pinto con il papà

Ercolano. Pinotto Iacomino uscì dalla camera del B&b in cui alloggiava già armato del coltellaccio da 32 centimetri con cui avrebbe poi ucciso l’ex moglie Ornella Pinto. È la tesi intorno a cui ruota l’ordinanza di custodia cautelare con cui il gip Saverio Vertuccio del tribunale di Napoli ha confermato la detenzione in cella per il quarantatreenne di Ercolano. Dunque, un delitto premeditato e non un raptus di follia come si era «giustificato» l’assassino. Che ora rischia l’ergastolo.

La ricostruzione del pm

Secondo l’accusa del pubblico ministero Fabio De Cristofaro, titolare del fascicolo sull’orrore di via Ciavolino a Napoli, l’ex marito dell’insegnante di sostegno – apprezzata da amici e colleghi per la sua sensibilità e le sue attenzioni per i bimbi fragili – prelevò l’arma del massacro da una cella frigo della struttura ricettiva e si introdusse in casa di Ornella Pinto alle 4 del mattino. Era la notte tra il 12 e il 13 marzo. L’uomo aveva la chiave dell’appartamento, perché l’ex moglie avrebbe voluto costruire un rapporto sereno dopo la separazione per non traumatizzare il figlio di tre anni. Ma il dubbio della presenza di un nuovo amore nella vita della «sua» donna era diventato insopportabile per Pinotto Iacomino, pronto a pugnalare nel sonno per 15 volte la vittima per scrivere la parola fine alla loro storia. Un’inaudita ferocia – il primo colpo, secondo la perizia del medico legale, venne inferto alle spalle proprio all’altezza del cuore – mentre il piccolo dormiva in una stanza accanto. Ornella Pinto sarebbe morta qualche ora in ospedale, mentre Pinotto Iacomino si costituì il giorno successivo a Terni. «Ho perso la testa dopo una lite», si giustificò. Tutto falso, secondo i titolari dell’inchiesta.

Rischio ergastolo

Netto il capo d’accusa alla base dell’ordinanza di custodia cautelare: «Omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà». E ora Pinotto Iacomino rischia il carcere a vita per il femminicidio dell’ex moglie. Mentre il figlio è stato temporaneamente affidato a una zia materna finché non sarà dichiarata la decadenza della responsabilità genitoriale del padre. Arrivato a massacrare l’ex moglie proprio davanti al loro bambino.

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