Voto di scambio a Torre del Greco, il figlio del boss «raccomandato» da Buono & co. per un posto nella Nu

Alberto Dortucci,  

Voto di scambio a Torre del Greco, il figlio del boss «raccomandato» da Buono & co. per un posto nella Nu
Il consigliere comunale Mario Buono, ora agli arresti domiciliari

Torre del Greco. C’era anche il figlio di un temuto boss di camorra tra i raccomandati dello «squadrone elettorale» messo in piedi da Mario Buono alla vigilia della corsa alle urne del 2018. Non solo: insieme all’erede del padrino, l’ex assessore Simone Onofrio Magliacano – il «regista» delle assunzioni pilotate nel progetto regionale Garanzia Giovani – avrebbe inserito pure il figlio di un ex latitante degli scissionisti del rione Sangennariello. Sono gli inquietanti retroscena contenuti tra le pagine dell’ordinanza di custodia cautelare costata l’arresto al consigliere comunale eletto con la lista civica Forza Torre e recentemente saltato sulla carovana del buongoverno guidata dal sindaco Giovanni Palomba nonché all’imprenditore Vincenzo Izzo – titolare della pescheria Don Do’ in zona porto – e al meccanico Gennaro Savastano, braccio operativo dell’organizzazione acchiappa-voti.

Elezioni & rifiuti

Che la camorra abbia storicamente guardato con attenzione al settore rifiuti è risaputo dai tempi in cui l’ex sindaco Romeo Del Giudice cacciò dal Comune un capoclan «interessato» all’esito di una gara della Nu. A vent’anni di distanza, a leggere il provvedimento firmato dal gip Antonio Fiorentino del tribunale di Torre Annunziata, lo scenario non è cambiato. Anzi. Come accertato dalle indagini condotte dal pm Bianca Colangelo e coordinate dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, lo «squadrone elettorale» di Mario Buono compulsò l’ex assessore Simone Onofrio Magliacano per la collocazione di alcuni ragazzi nel consorzio Gema – all’epoca gestore della raccolta dei rifiuti in città, prima dell’avvento della ditta Buttol – attraverso il progetto regionale Garanzia Giovani. Ripetuti i «contatti» a maggio del 2018 – un mese prima del voto – registrati tra il commercialista con il pallino della politica e l’imprenditore-sponsor di Mario Buono. Al centro dei discorsi, proprio il figlio del super-boss – attualmente detenuto – arruolato come «galoppino» a sostegno della candidatura di Mario Buono. Una conversazione dell’8 maggio 2018 tra il consigliere comunale oggi ai domiciliari e l’exassessore cristallizza l’accordo: «Iniziamo a fare questi due poi dopo ragioniamo sul resto», la rassicurazione di Simone Onofrio Magliacano al «socio» in affari politici.

Il gancio del clan

Per capire i forti interessi intorno agli scranni del consiglio comunale, il caso dell’erede dell’ex latitante degli scissionisti del rione Sangennariello. Un nome caldeggiato dalla solita coppia formata da Vincenzo Izzo e Mario Buono, ma già «sistemato» da Ciro Vaccaro. Ovvero l’imprenditore condannato in primo grado a 10 anni con l’accusa di essere stato il gancio della camorra in municipio. La reazione di Vincenzo Izzo? «Non l’ho messo io, ma “votano” a me». L’unica cosa che contava alla vigilia delle elezioni.

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