Penisola sorrentina. Concessioni ai balneari, il giallo delle proroghe. Parola al governo

Salvatore Dare,  

Penisola sorrentina. Concessioni ai balneari, il giallo delle proroghe. Parola al governo

Le proroghe delle concessioni balneari fino al 2033 tornano in bilico. E i Comuni interessati, tra cui quelli della penisola sorrentina, attraverso l’Anci investono della questione direttamente il governo. Obiettivo: chiedere lumi sul da farsi. Bisogna indire nuove gare o si possono concedere estensioni delle autorizzazioni per altri 12 anni come già stabilito col decreto Rilancio? C’è un rompicapo normativo sull’ipotesi di estendere le autorizzazioni.

Attendono notizie i gestori di lidi e attività situate lungo il litorale italiano. Da una parte esistono sentenze amministrative che aprono alla possibilità di ampliare le concessioni, dall’altra esistono fascicoli aperti da diverse Procure che contestano questi provvedimenti. Poi si aggiungono diversi dispositivi di Tar e Consiglio di Stato che muovono perplessità su ulteriori estensioni delle licenze oltre che una lettera di messa in mora che la commissione europea ha inviato mesi fa all’Italia: in questo documento, richiamando la sentenza del 2016 della Corte di giustizia europea, si sottolinea quanto le proroghe siano in contrasto con le normative e la direttiva Bolkestein. Fatta la somma, ecco il totale: un minestrone giurisprudenziale che pesa come una zavorra soprattutto in questi tempi di emergenza. I balneari hanno già fatto sapere di volere rassicurazioni su ciò che d’altronde era stato già ribadito la scorsa primavera, alla fine del lockdown. Ovvero: no problem, concessioni fino al 2033. Ma le amministrazioni restano nel limbo.

«I Comuni alle prese con le concessioni balneari in scadenza chiedono al governo un intervento chiarificatore sul tema delle proroghe automatiche. Anche davanti a pronunce giudiziarie di segno diverso» è il senso della richiesta dell’Anci. Nel decreto Rilancio venne inserito un articolo che consentiva le estensioni delle concessioni ma neppure la giustizia amministrativa ha trovato una strada comune. Vi sono numerose interpretazioni. Il Consiglio di Stato con la sentenza 7258/2019 riconosce ai Comuni la possibilità di applicare le proroghe automatiche delle concessioni balneari, salvo poi “autosmentirsi” con la sentenza 7874/2019 che definisce illegittime le proroghe. Poi i Tar: quello di Lecce (sentenza 1321/2020) afferma che la disapplicazione della legge non può essere attribuita «in via automatica e addirittura vincolata al dirigente comunale», per quello di Bari le proroghe «vanno disapplicate» (sentenza 265/2021) come sancito dalla Cassazione penale. Troppe incertezza. Il tema delle concessioni era stato portato all’attenzione della giunta di Sorrento anche dal segretario cittadino del Pd, Giovanni Persico, anche perché l’amministrazione – prima delle festività – ha pubblicato un avviso per estendere le concessioni fino al 2033. A ciò si aggiunge un rilievo avanzato dal movimento civico “Conta anche tu”: stando alle intese stipulate tra gli attuali concessionari dei lidi e il Comune, in virtù di alcune sanatorie, i concessionari avrebbero dovuto provvedere al ripristino dello stato dei luoghi per la stradina che spuntava dietro gli stabilimenti e che conduceva al ninfeo romano situato al di sotto dell’hotel Syrene. Intervento finora congelato e su cui pende un esposto alla Procura di Torre Annunziata.

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