Puc fantasma, l’ombra del commissariamento per i Comuni del Vesuviano inadempienti

Andrea Ripa,  

Puc fantasma, l’ombra del commissariamento per i Comuni del Vesuviano inadempienti

Sulla carta è lo strumento su cui le amministrazioni comunali dovrebbero lavorare per immaginare il futuro delle proprie città. Spesso accade che quello strumento, appunto, resti solo un pezzo di carta. O peggio ancora venga completamente messo da parte dalle istituzioni. E nell’hinterland vesuviano, dove l’edilizia è già bloccata a causa di decine di vincoli paesaggistici, il piano urbanistico comunale per numerose amministrazioni comunali resta un oggetto misterioso. All’orizzonte l’ombra del commissariamento da parte della Regione Campania che ha già individuato circa 200 professionisti pronti ad assumere l’incarico. Il rischio è che un tecnico esterno inviato da Palazzo Santa Lucia possa mettere le mani sui documenti, senza tenere conto delle reali esigenze del territorio. Che spesso soltanto sindaci, assessori e consiglieri – ognuno per la propria città – conoscono meglio di chiunque altro. All’ombra del Vesuvio, in un angolo di provincia spesso ignorato dalle istituzioni, la dotazione del Puc continua a far discutere. Oggetto delle campagne elettorali degli ultimi vent’anni, eppure ci sono sindaci che ancora non riescono a chiudere definitivamente la partita. Basti pensare a San Giuseppe Vesuviano, a cui fa fede ancora il piano regolatore vecchi di oltre 40 anni, che ha adottato – attraverso una delibera di giunta – soltanto il preliminare del piano urbanistico comunale (almeno stando alle comunicazioni ufficiali). Una strategia messa in campo per evitare l’arrivo dei commissari, ma potrebbe non bastare. Lo scorso 30 settembre il passaggio formale in giunta dopo mesi di polemiche e richieste di chiarimenti, ora la fase delle consultazioni. Bisognerà approvare il documento definitivo in giunta (successivo al preliminare). E successivamente si potrà portare il documento in consiglio comunale, dove soltanto dopo il voto dell’aula si potrà parlare di Puc approvato. Ci vorranno ancora molti mesi in verità. Chi è andato a un passo dall’approvazione dell’atto è il Comune di Striano, che sul finire del mandato Rendina (2019, ndr) si vide respingere il piano in consiglio comunale da alcuni «franchi tiratori» della maggioranza che contribuirono a registrare il maxi-spreco da centomila euro (i soldi utilizzati per lo studio poi bocciato). Per l’amministrazione Del Giudice è tutto da rifare, i funzionari sono a lavoro da mesi. Ma il tempo stringe e le certezze sono poche. Come sono poche quelle che stringe tra le mani il sindaco di Poggiomarino – altra realtà del Vesuviano sprovvista dello strumento urbanistico – Maurizio Falanga. All’atto dell’insediamento il primo cittadino ha annunciato cambiamenti rispetto al documento passato al vaglio della vecchia giunta comunale (quella del sindaco Leo Annunziata). Anche qui vige un piano regolatore ormai troppo vecchio per stare dietro alle esigenze del territorio. Falanga guida il Comune da pochi mesi ma deve fare già i conti con una scadenza impellente. E non c’è più tempo da perdere.

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