Meridbulloni Vescovini si affida a Sica. L’imprenditore chiama il liquidatore della Sint «La priorità è trattenere gli operai in Campania»

Tiziano Valle,  

Meridbulloni Vescovini si affida a Sica. L’imprenditore chiama il liquidatore della Sint «La priorità è trattenere gli operai in Campania»

Alessandro Vescovini si affida a Vincenzo Sica. Toccherà al professionista di Torre Annunziata, già commissario liquidatore della Sint, società partecipata del Comune di Castellammare di Stabia, provare a condurre in porto l’investimento che l’imprenditore emiliano in Campania. I contatti sono cominciati già nei giorni scorsi, ma ieri è stato formalizzato il mandato. «Ho dato la mia disponibilità a inizio settimana e successivamente ho accettato l’incarico – racconta Sica – Il mio compito sarà quello di mantenere i rapporti istituzionali, finalizzando la realizzazione dell’investimento».Un compito tutt’altro che semplice perché il professionista di Torre Annunziata dovrà provare a sciogliere il nodo dell’individuazione dell’area. «Ho già avuto contatti con la Regione Campania e in particolare con la dirigente Daniela Michelini, chiaramente per riscontrare la disponibilità ad ascoltarci e ho ricevuto rassicurazioni in tal senso – spiega Sica – Non siamo ancora entrati nel merito della questione, anche perché è giusto fare un’attenta disamina di quanto accaduto finora in questa vertenza e di ciò che potranno fare le istituzioni per consentire di finalizzare questo investimento».

Il professionista di Torre Annunziata ha le idee chiare in tal senso: «Alessandro Vescovini ha fondato una new.co e assunto al buio più di 50 operai usciti dalla vertenza Meridbulloni. Sta finanziando la loro formazione a Monfalcone e pagando regolarmente gli stipendi – comincia Sica – Ha già programmato l’acquisizione di 8 milioni di euro di macchinari e firmato l’impegno a pagare la ristrutturazione del capannone, che intende prendere in affitto per 30 anni con un’opzione per l’acquisto. Dico per assurdo: se oggi venisse individuata l’area, domani mattina partirebbero i lavori per far nascere la Sbe Sud perché Vescovini è pronto».I tempi dei privati però mal si sposano con quelli della politica e della pubblica amministrazione.

«La Regione Campania ha indetto una manifestazione d’interesse e sono state presentate proposte per aree a Castel San Giorgio, Angri, Nocera Inferiore, Sarno, Acerra, oltre che Torre Annunziata e Castellammare – spiega Sica – E’ chiaro che la priorità è quella di far restare gli operai sul loro territorio, anche per garantire la presenza di un’importante unità produttiva nell’area stabiese-torrese almeno per i prossimi trent’anni. Pure i sindacati sono molto caldi su questo fronte». Il vero nodo da sciogliere è quello della proprietà dell’area: «La Regione non svolge l’attività dell’immobiliarista e le esperienze di altre realtà sorte durante la gestione della Tess oggi sono difficilmente replicabili, questo lo sappiamo – sostiene Sica – Però un po’ di audacia potrebbe consentire di condurre in porto un investimento importante per il territorio».

In ballo non c’è solo il destino occupazionale degli attuali lavoratori, ma anche delle prossime generazioni di operai: «Vescovini parte con un piano che prevede l’impiego di 55-70 unità, solo dopo l’avvio della produzione si potranno fare ulteriori valutazioni sui livelli occupazionali», spiega Sica.Quanto tempo intenderà aspettare Vescovini però non lo sa nemmeno il professionista di Torre Annunziata: «Non ne abbiamo parlato. Posso dirvi che il mio incarico è a tempo indeterminato, ma con la possibilità di recesso in ogni momento».

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