Tangentopoli a Torre Annunziata, caccia ai complici di Ariano: altre mazzette nel mirino dei pm

Ciro Formisano,  

Tangentopoli a Torre Annunziata, caccia ai complici di Ariano: altre mazzette nel mirino dei pm

Per il gip che ha firmato l’ordinanza non è escluso che l’arresto di Nunzio Ariano, l’ex dirigente dell’Utc, possa aver fermato il vortice di mazzette e appalti pilotati a Torre Annunziata. Anzi, in un passaggio del provvedimento cautelare notificato in carcere all’indagato si ribadisce l’ipotesi che «Ariano ed i suoi amici potrebbero ancora incassare alte mazzette per lavori in corso o da poco terminati». Una frase che in sé racchiude due punti chiave dell’inchiesta coordinata dalla Procura sulla presunta tangentopoli di Torre Annunziata. Cioè che attorno alla figura di Ariano ruoterebbero una serie di complici – «i suoi amici»  – i soggetti che avrebbero partecipato alla spartizione delle tangenti (come quella da 10.000 euro consegnata all’ex capo Utc il 28 dicembre scorso). E il secondo dato, forse anche più inquietante, è che l’arresto di Ariano potrebbe non aver bloccato il “sistema”. Al punto che nel mirino dei pm ci sono sia gli appalti affidati che i lavori già conclusi. L’inchiesta bis che una settimana fa ha portato alla notifica della nuova ordinanza, infatti, contesta ad Ariano di aver intascato 2.000 euro da un imprenditore co-indagato per firmare alcuni mandati di pagamento successivi alla conclusione degli interventi finanziati con soldi pubblici. Da qui, secondo il gip, l’esigenza cautelare del carcere per l’ex dirigente. Nel motivare il provvedimento, inoltre, il giudice ribadisce anche la necessità di evitare contatti tra Ariano e quei «politici» ai quali, secondo il racconto dell’imprenditore ai pm, era destinata la metà dell’altra tangente: quella da 10.000 euro ricevuta a dicembre 2020.  Nel provvedimento eseguito sabato scorso, inoltre, si pone l’accento – come già sottolineato dal tribunale del Riesame a febbraio – sui silenzi di alcuni dipendenti dell’ufficio tecnico. Dipendenti ascoltati in Procura che avrebbero reso dichiarazioni «nettamente smentite» dal contenuto delle registrazioni finite agli atti dell’inchiesta e raccolte da un altro dipendente comunale che ha denunciato il sistema degli appalti a Torre Annunziata. Dal canto suo Ariano ha ammesso di aver intascato la tangente da 10.000 euro negando però di aver preso altri soldi per firmare i mandati di pagamento. Una tesi che non convince gli inquirenti. I magistrati guidati dal procuratore Nunzio Fragliasso sono convinti che dietro quelle dichiarazioni si nasconda molto di più di un “semplice” episodio.  Di certo c’è che le indagini vanno avanti a ritmo serrato. Come dimostra l’arrivo della finanza in Comune ieri mattina. Nessun dettaglio trapela sull’operazione ma non è escluso si tratti di accertamenti legati alle indagini sugli appalti. Indagini che puntano a ricostruire, mattone su mattone, mazzetta su mazzetta, il presunto sistema della Tangentopoli di Torre Annunziata.

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