Racket, droga e usura: «A Castellammare istituzioni fantasma nei quartieri del clan»

Tiziano Valle,  

Racket, droga e usura: «A Castellammare istituzioni fantasma nei quartieri del clan»

Castellammare. Lo Stato deve ristabilire la legalità in tre quartieri di Castellammare: Scanzano, Savorito e Moscarella. Tre rioni dove la densità criminale è più alta che altrove e dove la stragrande maggioranza dei cittadini perbene sembrano assuefatti alla presenza di pregiudicati e ai loro affari criminali. Un dato che viene fuori dalle denunce, praticamente pari a zero, per quanto riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti o i prestiti a tasso usuraio. È questa una delle fotografie che l’Antimafia fa della situazione che vive Castellammare di Stabia. Un atto d’accusa nei confronti dei rappresentanti degli organi istituzionali del passato e del presente.

Gli investigatori hanno messo sul tavolo del Prefetto i numeri relativi agli arresti eseguiti nei quartieri più a rischio (quasi un centinaio solo dal 2018 ad oggi), ma anche sottolineato che la situazione che vivono alcuni rioni si è ormai radicata nel tempo, a causa della quasi totale assenza di iniziative messe in campo, a tutti i livelli istituzionali, per affermare la legalità e aiutare le nuove generazioni a emarginare i clan camorristici. Insomma, per farla breve, gli arresti da soli non bastano e occorrono progetti concreti di recupero dei quartieri più a rischio. Per riuscire in questo intento, tuttavia, non si può arrestare l’attività repressiva, che anzi deve continuare su più livelli.

Non solo arresti, ma anche risoluzioni di ataviche questioni come quelle dell’abusivismo edilizio e commerciale, dell’occupazione abusiva di immobili, del mancato riutilizzo dei beni confiscati alla camorra o anche dell’eliminazione di quelli che possono sembrare piccoli segnali della presenza di organizzazioni criminali come ad esempio le infiltrazioni nelle manifestazioni religiose o le scritte che inneggiano alla camorra sui muri dei quartieri.

Un’attività, quest’ultima, che finora è stata portata a termine sporadicamente, e manco a dirlo solo per iniziativa degli investigatori, come nel caso della scritta “Scanzano comanda” sui muri delle Terme fatta cancellare dal Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso dopo un sopralluogo, oppure quella contro giudici e forze dell’ordine nel rione Moscarella, eliminata su segnalazione di carabinieri e polizia. Attività che, si spera, devono essere accompagnate anche da iniziative amministrative per recuperare questi quartieri. In tal senso, è stato evidenziata la vicenda della scuola Salvati a Scanzano, abbandonata da un decennio e diventata teatro dei summit del clan D’Alessandro come svelato dell’inchiesta Domino bis. Temi che sono ora sul tavolo del Prefetto Marco Valentini, che oggi riceverà una delegazione di parlamentari di Pd e Movimento Cinque Stelle che chiedono l’invio della commissione d’accesso al Comune di Castellammare di Stabia. Lo stesso sindaco Gaetano Cimmino ha manifestato l’intenzione di incontrare il Prefetto per affrontare la questione e indicare i progetti che intende mettere in campo per il futuro della città.

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