Castellammare. Anziana di Terzigno morta al pronto soccorso, il figlio denuncia: «Nessuno se n’era accorto»

Tiziano Valle,  

Castellammare. Anziana di Terzigno morta al pronto soccorso, il figlio denuncia: «Nessuno se n’era accorto»

«Mamma è stata lasciata per quasi 24 ore su una barella al pronto soccorso, nonostante avesse il femore rotto. Sono stato io a trovarla morta. Nessuno se n’era accorto». Janluca Ianniello, avvocato di Terzigno, fatica a parlare. Il dolore per la scomparsa della madre, Silvia Cavallo, è forte, perché è convinto che nell’ospedale di Castellammare non sia stato fatto tutto il possibile per salvarle la vita. La sua verità è in una denuncia che ha presentato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Il pm Emilio Prisco ha aperto un’inchiesta, ordinando il sequestro della salma della donna, in attesa dell’autopsia, e affidando le indagini agli agenti del commissariato di polizia stabiese, guidati dal primo dirigente Pietro Paolo Auriemma e dal vicequestore Manuela Marafioti, che hanno già acquisito la cartella clinica.«Mamma ha lavorato nel reparto Maternità dell’ospedale San Leonardo, come infermiera, per 40 anni. Ha visto nascere generazioni di stabiesi ed è stata trattata come nessun essere umano meriterebbe mai», sfoga il suo dolore Janluca.Tutto comincia martedì mattina. Silvia Cavallo è in casa quando cade e si rompe il femore. «Non riusciva a risollevarsi dal pavimento, aveva forti dolori alla gamba – ricorda il figlio – Abbiamo chiamato il 118 e dopo quasi un’ora è arrivata un’ambulanza che l’ha trasferita al San Leonardo. Io li ho seguiti con la mia auto, anche per informare i medici delle sue patologie e del fatto che qualche giorno prima le era stata appena inoculata la prima dose del vaccino anti-Covid».

Arrivati in ospedale, però, si trovano di fronte a un protocollo rigido. «Mi hanno detto che doveva essere sottoposta a un test rapido antigenico, prima di fare la radiografia – spiega Janluca – Ho pensato che ci volesse poco, perché negli ultimi mesi ne ha fatti parecchi, in diversi ospedali, e il tempo medio di attesa è sempre stato di 15 minuti. Al San Leonardo invece ci sono volute 3 ore per accertare la negatività».A quel punto, Silvia viene trasferita in radiologia e le viene diagnosticata una frattura scomposta del femore sinistro. «Viene messa su una barella nel reparto d’osservazione del pronto soccorso – continua Janluca – Mi viene detto che non c’è un posto letto disponibile in tutta la Campania».

Il figlio della 76enne si mette al telefono anche con i medici di fiducia che seguono la madre e gli rappresentano la necessità di intervenire d’urgenza. «Alle 22.30 riesco a sapere che c’è un posto letto disponibile all’ospedale di Benevento e chiedo che mia madre venga trasferita perché le sue urla di dolore ormai rimbombano tra le stanze del pronto soccorso – continua Janluca – I medici rispondono che non possono fare nulla, perché sono in attesa dell’esito del tampone molecolare che le sarebbe stato fatto in mia assenza».Il figlio è costretto a tornare a casa, ma dopo poche ore, all’alba, torna a Castellammare. «Provo a contattare mamma sul cellulare che le ho lasciato per oltre un’ora, ma lei non risponde – conclude il figlio – Dall’ospedale non riesco ad avere informazioni e allora decido di entrare nel pronto soccorso. Quando arrivo nella stanza, la trovo morta sulla barella. Cerco disperatamente di avere spiegazioni, ma nessuno mi risponde». Risposte che ora Janluca spera di avere dalle indagini condotte dalla Procura.

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