Io, giornalista italiano vaccinato in Israele: «Siamo tornati alla vita»

Nello Del Gatto,  

Io, giornalista italiano vaccinato in Israele:  «Siamo tornati alla vita»

La storia di Rosario, security service a Londra: «Così siamo usciti dal tunnel»

La consapevolezza di trovarsi nel posto giusto al momento giusto arriva quando, in piena pandemia mondiale, tu in Israele, neanche cinquantenne, riesci a vaccinarti contro un virus che ha bloccato il mondo intero, facendo milioni di vittime, e tuo padre, 77 anni, a Napoli, con una malattia genetica importante, non sa neanche quando si vaccinerà avendo anche avuto difficoltà a vaccinarsi per l’influenza stagionale. Di domenica mattina mi sono recato al palazzetto dello sport di Gerusalemme, il più grande centro vaccinale attrezzato nella Città Santa. Con me diverse persone anziane. Entrati, ogni anziano con il suo tesserino della assicurazione senza indugi, lo introduceva nella macchinetta per avere il numero di fila. Sedie, acqua, mezzi elettrici per trasportare i non deambulanti.

La fila scorreva rapida, le postazioni erano tante. Io, come molti stranieri, non ho l’assicurazione locale. Poco male, la vaccinazione la garantiscono a tutti. Mi hanno registrato e fornito di un numero provvisorio di assicurazione valido 3 ore, attivato al telefono in inglese. In uno degli stalli organizzati un infermiere ha recuperato la mia scheda e mi ha fatto l’anamnesi. Dopo pochi minuti, avevo il certificato vaccinale con il codice della dose, il foglio con l’elenco degli eventuali effetti collaterali e un braccialetto con scritto “Ci vacciniamo e torniamo alla vita”. Prima di uscire, mi hanno fissano l’appuntamento per il richiamo. Mi ha impressionato l’organizzazione, ma soprattutto la perizia con la quale gli anziani usavano schede, tessere, smartphone, per fare le pratiche per il vaccino. E ho pensato a mio padre che ha restituito anche il bancomat e le carte di credito, che non ha uno smartphone ma uno di quei cellulari a manovella. “Ci vacciniamo e torniamo alla vita”.

Questo lo slogan che il governo israeliano ha scelto per la poderosa campagna vaccinale del paese che ha portato, ad oggi, una ripresa quasi totale delle attività e della vita sociale dopo un annus horribilis per la pandemia. Israele ha 9.3 milioni di abitanti, 2.3 milioni sono minori che non possono essere vaccinati. Ad oggi, sono 5.338.273 persone vaccinate con una dose, 4.960.281 con entrambe, mentre sono 6.312 le vittime.

NELLO DEL GATTO

Giornalista, originario di Torre del Greco vive a Gerusalemme e collabora con l’Ansa, la Rai e diverse testate giornalistiche internazionali

CRONACA