“Quando sono intervenuto nella lezione online non sapevo assolutamente delle condizioni di salute della studentessa. Mi è stato riferito solo dopo e la mattina successiva ho avuto modo di chiarire con l’alunna e sua madre ciò che era accaduto. Per questo motivo resto basito davanti a questa tempesta mediatica”. Sebastiano Pesce è il dirigente scolastico del Liceo Linguistico Diaz di Ottaviano. Quello nel quale, lo scorso 23 febbraio, una studentessa sarebbe stata umiliata in Dad perché, a causa delle complicazione della leucemia acuta che l’aveva colpita, non avrebbe voluto accendere la webcam. Un intervento chirurgico e una terapia cortisonica molto invasiva avrebbero lasciato segni sulla studentessa che non voleva farsi vedere in video.

Fatti raccolti poi in un esposto presentato lo scorso 9 marzo a Luisa Franzese, direttrice dell’ufficio scolastico regionale. Il preside, però, non ci sta a passare per il funzionario senza cuore e spiega la sua versione dei fatti. “Partiamo da un presupposto: anche per gli studenti contagiati da Covid io ho fatto rispettare le regole della webcam accesa. E sa perché? Perché in alcune circostanze, purtroppo, quando abbiamo chiesto di aprire la videocamera ci siamo trovati di fronte a studenti che erano al bar o in macchina, invece che a casa”. Rispetto a quello che è accaduto il 23 febbraio scorso, invece, il preside spiega: “E’ vero che mi è stata evidenziata dal docente una situazione di salute, ma non mi è stato riferito il motivo. Avrei capito.

Tanto è vero che appena mi hanno comunicato i dettagli della patologia ho avuto un chiarimento con la famiglia. E nei giorni successivi non vi è stata una richiesta specifica, pur essendo in Dad, sul fatto di accendere o non accendere la webcam”.Il preside si dice tranquillo e pronto ad accettare ogni valutazione che dovrebbe provenire dagli organi competenti: “Mi lascia solo perplesso il tempo trascorso rispetto alla vicenda” aggiunge. Una situazione che si tinge di giallo anche perché dall’ufficio scolastico regionale nessuno sembra avere mai letto l’esposto firmato dalla famiglia e inviato il 9 marzo scorso dall’avvocato Maria Spina. “Io non sono a conoscenza di questo esposto. Domani farò le mie verifiche – dichiara a Metropolis, la direttrice Luisa Franzese – ed è chiaro che valuterò tutti i fatti, approfondendoli e prendendo poi le dovute decisioni”.

Una storia che ha scosso anche l’opinione pubblica ad Ottaviano. “Qualche giorno fa – racconta il sindaco Luca Capasso – mi era stata raccontata questa vicenda sulla quale avevo chiesto anche approfondimenti. E’ chiaro che, se i fatti venissero accertati così come raccontati dalla famiglia della studentessa, si tratterebbe di un episodio gravissimo per il quale bisognerebbe prendere provvedimenti. Dico anche conosco il preside come una persona perbene e quindi attendo che l’esito degli accertamenti producano risultati” conclude il primo cittadino di Ottaviano.

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