Castellammare. Commissione d’accesso, Cimmino si ribella: «Basta fango»

Redazione,  

Castellammare. Commissione d’accesso, Cimmino si ribella: «Basta fango»

Sindaco Gaetano Cimmino, il ministro Lamorgese riceverà una relazione dal Prefetto di Napoli e poi valuterà l’invio della commissione d’accesso al Comune. Cosa ne pensa del possibile arrivo degli ispettori ministeriali?

 

«Sono molto sereno, perché non ho nulla da nascondere e ho sempre lavorato all’insegna della legalità e della trasparenza. Ho piena fiducia nel lavoro del Prefetto, della magistratura e delle forze dell’ordine, con cui ho sempre avuto un’ottima interlocuzione e sinergia».

 

Nei giorni scorsi, dai suoi comunicati, si è percepito nervosismo.

 

«Mi spiace per la macchina del fango architettata dai soliti politicanti di mestiere, professionisti di sfilate e proclami, che non hanno avuto neanche la lealtà istituzionale di chiedere un confronto col sindaco».

 

Ma lei ritiene che non esista un rischio d’infiltrazioni al Comune?

 

«A Castellammare la camorra è radicata da anni, è inutile nasconderlo. Dalle indagini recenti, inoltre, è ancora più chiaro che le mafie sanno cambiare pelle, come un camaleonte. Ed è concreto il rischio di una camorra che si camuffa dietro a ditte che partecipano alle gare e agli appalti pubblici. Abbiamo il dovere di elevare il livello di attenzione».

 

Come?

 

«Penso alle indagini interne e alle denunce in Procura, che ci hanno già consentito di mandare via la ditta delle pulizie e quella delle luci votive, che da anni operavano in questo ente in totale spregio delle norme vigenti. Abbiamo fissato regole certe con cui abbiamo attirato la fiducia dei privati: alla gara per la manutenzione stradale hanno partecipato 50 ditte, il progetto per il restauro della Cassa Armonica ha raccolto 30 manifestazioni di interesse. Respiriamo un’aria nuova, uno scatto collettivo delle istituzioni e della società civile, ma non cantiamo vittoria. C’è ancora tanta strada da fare per sconfiggere il cancro della camorra».

 

Ha annunciato la sua volontà di incontrare il Prefetto Marco Valentini. Cosa gli dirà in quella occasione?

 

«Gli racconterò tutto quello che abbiamo fatto finora per contrastare la camorra sul territorio. Per me è un punto di riferimento costante e imprescindibile. Con il Prefetto e le Autorità competenti abbiamo posto le basi per le 60 ordinanze dirigenziali relative al contrasto all’abusivismo e per le decine di demolizioni di manufatti illeciti al Savorito».

 

La camorra si contrasta anche creando occasioni di sviluppo. La vertenza Meridbulloni sembra prendere una piega positiva per gli operai, ma Castellammare perde un’altra fabbrica. Come si può rilanciare l’economia cittadina?

 

«Mai come adesso, negli ultimi 30 anni, una vertenza lavoro era stata risolta in tempi così brevi. La fabbrica resta nel nostro comprensorio e questo è un bene per tutta l’area stabiese e per le nostre maestranze, una risorsa da preservare e non disperdere. Ed è un segnale importante sapere che un imprenditore come Vescovini abbia deciso di investire qui al Sud, per aprire una fabbrica dove in genere le fabbriche chiudono i battenti, come è accaduto con la Whirlpool. Vescovini ha individuato me come primo interlocutore, conscio dell’affidabilità della politica in città. Con Mise e Regione si è creata una bella sinergia. Ed ora finalmente la vertenza sembra sul punto di giungere al termine».

 

Per lo sviluppo le sfide sono Marina di Stabia e Terme?

 

«Sono due obiettivi cerchiati in rosso sulla nostra agenda per lo sviluppo della città in chiave turistica e per creare lavoro sul territorio. Ho chiesto di convocare a breve due consigli comunali monotematici su Terme e Marina di Stabia. E nei prossimi mesi potremo accelerare il percorso senza indugio. Ma ci sono anche altri temi fondamentali: l’arenile, i quartieri, il patrimonio archeologico, la risorsa mare. Grandi opere e quotidianità andranno di pari passo. Siamo pronti alla sfida».

 

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