Ombre e affari, il nuovo pentito fa tremare la cosca di Scanzano

Tiziano Valle,  

Ombre e affari, il nuovo pentito fa tremare la cosca di Scanzano

Catello Rapicano è il nuovo pentito che fa tremare la camorra di Castellammare di Stabia. È il fratello di Pasquale, alias Lino ‘o capone, che ha cominciato a collaborare con la giustizia dopo la condanna all’ergastolo, incassata in Appello, per l’omicidio di Pietro Scelzo, avvenuto nel 2006, contribuendo alla ricostruzione di delitti e agguati. Una nuova arma destinata a fare breccia nel muro d’omertà e silenzi che negli anni ha contribuito a inquinare un territorio dove la potenza delle cosche è ancora molto forte. Catello è il fratello maggiore dei Rapicano, ha 46 anni e un lungo curriculum criminale. Si tratta di un asso nella manica della Procura distrettuale Antimafia di Napoli perché rappresenta l’anello di congiunzione tra vecchia e nuova generazione del clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia. Fin da piccolo, quindi tra la fine degli anni Ottanta e Novanta, secondo quanto raccontato dal fratello Pasquale, avrebbe fatto parte della cosca di Scanzano. Una fedeltà che per lunghi anni gli ha consentito di gestire gli affari criminali in un pezzo del territorio stabiese, ovvero il rione Capo Rivo. Catello Rapicano, assieme al fratello, è stato impegnato nel traffico di sostanze stupefacenti fino all’inizio del 2020. La decisione di iniziare a collaborare con la giustizia, è maturata nel corso dell’ultimo anno. A marzo 2020, tirato in ballo dal fratello che decise di pentirsi prima di lui, ammette di aver partecipato all’omicidio di Raffaele Carolei, l’ex ras di Moscarella che fu vittima di lupara bianca nel 2012. Quel delitto, stando alla ricostruzione fatta proprio dai pentiti, si è consumato proprio nel suo appartamento. Eppure la decisione di collaborare con la giustizia arriva solamente lo scorso novembre, tant’è vero che i termini per raccontare tutto ciò che sa ai magistrati scadono già il prossimo mese. I risultati del suo pentimento sono comunque immediati: la Procura Antimafia ottiene misure cautelari per l’omicidio di Raffaele Carolei e riapre, a distanza di ben 29 anni, le indagini sul delitto del consigliere comunale del Pds di Castellammare di Stabia, Sebastiano Corrado. Ma il neo collaboratore Catello Rapicano sa tanto della camorra stabiese e tanto può raccontare ancora ai magistrati. Gli investigatori, in tal senso, sono già al lavoro per i riscontri del caso. Ecco perché nei giorni scorsi sono state eseguite perquisizioni a raffica tra Castellammare di Stabia e Gragnano su personaggi che orbiterebbero nella cosca di Scanzano e che farebbero affari con il traffico di sostanze stupefacenti, le estorsioni, le scommesse sportive e il riciclaggio di soldi sporchi. Business illegali sui quali la Direzione Distrettuale Antimafia ha acceso i fari per cercare di dare la spallata decisiva al clan D’Alessandro e fare completamente chiarezza sulle dinamiche fuorilegge messe in piedi da tempo dalla cosca di Scanzano.

CRONACA