Il nuovo boss di Poggiomarino condannato a 227 anni, ma era libero dal 2020

Ciro Formisano,  

Il nuovo boss di Poggiomarino condannato a 227 anni, ma era libero dal 2020

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E’ stato condannato per omicidio, ricettazione, tentato omicidio e rapina. Avrebbe dovuto scontare 227 anni, 7 mesi e 28 giorni di carcere. Ma da qualche tempo era libero, sorvegliato speciale. I giudici gli hanno infatti concesso uno sconto di quasi due secoli di carcere, riducendo quel cumulo di pene a 30 anni di reclusione. Il tutto anche per la scelta di “dissociazione” avanzata qualche anno fa. Una decisione che Rosario Giugliano prese seguendo le orme di un boss importante. Un padrino a lui vicino. Quell’Angelo Moccia, capoclan di Afragola e legato a Pasquale Galasso. Un clan, i Moccia, di cui Giugliano, secondo alcuni pentiti, avrebbe fatto parte come uomo di punta. E nonostante fosse sorvegliato speciale, Rosario ‘o minorenne il 13 aprile scorso avrebbe ripreso in mano una pistola. E’ ritenuto, infatti, il regista e l’esecutore materiale dell’agguato messo a segno ai danni di Carmine Amoruso, ex pentito del clan Giugliano. Un dato che emerge dal decreto di fermo che nelle scorse ore è stato emesso dall’Antimafia a carico di Rosario Giugliano e di Nicola Francese, anche lui ritenuto coinvolto nel raid di fuoco. Un agguato frutto della volontà del nuovo boss di frenare gli impeti criminali di Amoruso, rimasto ferito in un raid a San Marzano sul Sarno. I killer hanno crivellato di colpi la sua auto. Ma lui ne è uscito miracolosamente illeso.

L’ex pentito, da qualche mese fuori dal programma di protezione dei collaboratori di giustizia, avrebbe deciso di tornare a fare il criminale. Provando, sostiene l’Antimafia, a riaffermare la sua presenza criminale tra Sarno, Scafati e San Marzano. Un tentativo che sarebbe entrato in conflitto con gli affari di Rosario Giugliano che quindi, secondo i pm, avrebbe deciso di punirlo.

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