L’Imu alle stelle, mazzata per le imprese. Tensioni in consiglio a Terzigno

Andrea Ripa,  

L’Imu alle stelle, mazzata per le imprese. Tensioni in consiglio a Terzigno

Chi s’aspettava una mano tesa verso le imprese di Terzigno è rimasto deluso. Nell’attesa che il Comune sblocchi gli aiuti per i commercianti e gli imprenditori fortemente colpiti dal Covid, l’ultima mazzata per quelle categoria già fortemente colpite dalla crisi economica legata a doppio filo con l’emergenza sanitaria arriva al termine dell’ultimo consiglio comunale. La conferma delle aliquote Imu, già al massimo, rappresenta l’ennesima stangata. Che arriva in un periodo particolare. Per il consiglio comunale il via libera agli atti rappresenta un passaggio propedeutico per l’approvazione del bilancio – da portare in giunta entro il prossimo 30 aprile, anche se manca ancora la discussione sul canone unico -, per chi si ritroverà a pagare si tratta della conferma di una tassazione che diventa assai pressante. Mentre negli altri Comuni c’è chi ha provato a venire incontro alle esigenze delle imprese, approvando aliquote più contenute, la decisione di «continuare con la vecchia linea» da parte dell’Ente si traduce in un mare di polemiche e tensioni. Non sono mancate le accuse da parte dell’amministrazione comunale. La relazione presentata dall’assessore ai tributi, Sabrina Castaldo, riferimento del gruppo di Fratelli d’Italia, non ha convinto le forze di minoranza. Fortemente critiche nei confronti di un atto che forse meritava maggiore attenzione da parte della squadra di governo locale, alla luce del periodo difficile legato alla pandemia. «Si tratta dell’ennesima stangata per i cittadini di Terzigno. Soprattutto per le imprese, perché per le unità immobiliari categoria D, che rappresentano le realtà produttive, s’è deciso di tenere l’aliquota massima. Stessa cosa anche per le altre categorie coinvolte. – l’affondo dell’ex vicesindaco Francesco Nappo, oggi seduto tra i banchi della minoranza – La sensazione che ho leggendo questi atti è che questa amministrazione viva su un altro pianeta, dove non ci sono problemi. E dove le imprese investono. A Terzigno non è così, non si invogliano le aziende, gli imprenditori scappano via se noi continuiamo a tartassarli», ha aggiunto. Un punto di vista ripreso dal leader di Forza Italia, Stefano Pagano che ha parlato ancora una volta di «scarsa attenzione per le realtà del territorio». «Bastava abbassare anche di poco le aliquote, così il Comune avrebbe dato un segnale di vicinanza alle attività produttive», le parole dell’ex sindaco facente funzioni. «Questo è il colpo di grazia», ha rincarato la dose Maria Grazia Sabella. A nulla sono valse le spiegazioni di Tina Ambrosio che ha provato a ricambiare le accuse rivolte verso la maggioranza di cui fa parte. «Questo atto è una conferma di quelli che sono stati i provvedimenti dell’amministrazione in passato, l’ex vicesindaco Nappo che oggi ci critica dimentica di aver fatto lui queste modifiche», ha spiegato la first lady di FdI in consiglio. Parole che non hanno allentato le tensioni rispetto a un provvedimento che ha comunque spaccato l’aula. Polemiche sono sorte anche in relazione alla mancata discussione sul Canone Unico, l’atto non è stato portato alla discussione in aula. «Era pronto, c’era anche il parere dei revisori», ha detto Francesco Nappo. «Colpa della dirigente» – ha ribattuto l’assessore ai tributi l’assessore Sabrina Castaldo – «Richiameremo la responsabile per questi ritardi. Tuttavia c’è tempo fino al 30 aprile».

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