«Legata in barella, così è morta mamma». Nuova inchiesta sull’ospedale San Leonardo di Castellammare, giallo sulla morte di Rosa Gentile

Vincenzo Lamberti,  

«Legata in barella, così è morta mamma». Nuova inchiesta sull’ospedale San Leonardo di Castellammare, giallo sulla morte di Rosa Gentile

E’ morta il 12 febbraio scorso nell’ospedale San Leonardo di Castellammare. Rosa Gentile, un’anziana vedova di Boscotrecase, era stata trasferita nel nosocomio stabiese dopo che il medico curante aveva definito preoccupanti le sue condizioni. Ma suo figlio, Vincenzo Caputo, ha voluto vederci chiaro. Ed ha presentato un esposto denuncia che, subito, si è trasformato in un’in- chiesta della Procura di Torre Annunziata, affidata al pm Antonio Barba che ha disposto l’esame autoptico sulla salma. A raccontare quei giorni di dolore è proprio suo figlio Vincenzo: “Il primo febbraio scorso, dopo che i valori delle analisi erano risultati preoccupanti, il 118 trasferiva mia madre a Castellammare” spiega il figlio di Rosa. Il giorno dopo, trascorse 24 ore senza avere notizie della madre, Vincenzo decide- va di entrare quasi con la forza in pronto soccorso. “In quel momento riuscivo a vedere mia madre che era legata su una barella in stato di agitazione: mi diceva mi hanno battuto (picchiata) e nel frattempo chiedevo di far chiamare le forze dell’ordine”. In quel momento, sempre secondo il racconto del figlio della vittima raccolto nell’esposto presentato al pm, un infermiere giustificava quella procedura: “L’abbiamo legata perché si toglie i tubi”. Il figlio face- va anche notare che sua madre soffriva di osteoporosi e che quella posizione assunta in barella non poteva sopportarla. Per avere altre notizie si arrivava al 3 febbraio. In quella data il figlio veni- va contattato per portare una maglietta intima e una coperta per sua madre. Solo in quella giornata Rosa Gentile veniva trasferita in medicina generale: “Ma io continuavo a non sapere nulla di questi trasferimenti” la denuncia di Vincenzo. Al quale veniva riferito, genericamente, che era sorto “un problema atriale al cuore e quindi aveva delle crisi ed andava in affanno”. Vincenzo, però, era preoccupato per il fatto di vedere sua madre in stato di incoscienza ormai da diversi giorni. Così contattava il primario pneumologo dell’ospedale San Leonardo in modo da far visitare sua madre con urgenza. Ma quella telefonata, sempre secondo il racconto del figlio di Rosa Gentile, non avrebbe avuto mai un seguito: “Alle ore 13.21 del 12 febbraio venivo chiamato dal medico del reparto di Medicina Generale che mi diceva: vi debbo dare una triste notizia, purtroppo vostra madre a seguito di una shock settico, vostra madre non ce l’ha fatta, ed è spirata 20 minuti fa”. Una notizia agghiacciante per Vincenzo che, per dieci giorni, non ha potuto capire e vedere cosa stesse succedendo a sua madre. E che ora chiede verità all’indagine avviata dalla Procura di Torre Annunziata. Vincenzo Caputo, che ironia della sorte è anche figlio di un medico di Pomigliano che è stato chirurgo all’Ascalesi di Napoli, si è affidato all’avvocato Pellino. All’esame autoptico ha anche partecipato il perito di parte nominato dalla famiglia. Ma ancora non si conoscono gli esiti dell’autopsia. “Vogliamo solo la verità. Sapere cosa è accaduto realmente, in modo da metterci l’animo in pace” le parole del figlio dell’anziana.

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