Deiulemar, mazzata per i risparmiatori: congelati i soldi del trust in Svizzera

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, mazzata per i risparmiatori: congelati i soldi del trust in Svizzera
Una manifestazione di protesta dei truffati Deiulemar

Torre del Greco. Neanche il tempo di esultare per la vendita all’asta di diversi pezzi pregiati della collezione di pastori del comandante Giuseppe Lembo – recuperato un milione e centomila euro, destinato a finire nelle casse della società di fatto – e una nuova doccia gelata spegne gli entusiasmi dell’esercito di 13.000 truffati della Deiulemar compagnia. La suprema corte di cassazione di Roma ha annullato, infatti, l’ordinanza con cui veniva disposto il trasferimento in Italia dei soldi – stimati in circa 21 milioni di euro – legati al trust bloccato in Svizzera. In pratica, tutto da rifare. Con buona pace delle speranze degli obbligazionisti di un nuovo riparto di fondi.

L’attesa e la delusione

Al verdetto degli ermellini si è arrivati al termine di una lunga e spasmodica attesa per le vittime del grande crac all’ombra del Vesuvio. A settembre del 2020, infatti, la procedura per il recupero del tesoretto – grazie a un apposito provvedimento della corte d’appello di Roma – sembrava essere in dirittura d’arrivo, al punto da fare ventilare l’ipotesi di un regalo sotto l’albero di Natale per i risparmiatori traditi dagli armatori-vampiri. Invece, adesso, i tempi inevitabilmente si allungano: una vera e propria mazzata per chi aspetta giustizia da 9 anni.

Condannati e liberi

Le motivazioni dell’annullamento senza rinvio dell’ordinanza saranno rese note all’inizio della prossima settimana, ma verosimilmente ruotano intorno alla mancata condanna definitiva degli armatori-vampiri. Il trust svizzero – riconducibile, secondo la ricostruzione degli investigatori, al comandante Giuseppe Lembo – rientrerebbe nel fallimento della Dcn. Conseguentemente, il rientro delle somme potrebbe essere subordinato alla condanna definitiva dei responsabili del grande crac. Una condanna definitiva attesa da un anno e mezzo dall’esercito di truffati, perché – all’indomani del rinvio del processo in corte d’appello per la sola rideterminazione di alcune pene – il fascicolo relativo alla Deiulemar compagnia di navigazione si è «impantanato» nelle cancellerie dei palazzi di giustizia. E a nulla, fino a oggi, sono serviti i solleciti degli obbligazionisti ai propri avvocati per provare a «risvegliare» la questione. Insomma, prima di mettere eventualmente le mani sul tesoro bloccato in Svizzera bisognerà aspettare i tempi – fino a oggi decisamente lumaca – della giustizia italiana e non solo.

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